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Esteri

La Cina e l’Europa spiazzata

Federico Fubini ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui scrive della situazione geo-politica mondiale con un preciso riferimento a quel che sta facendo l’Unione Europea.

L’Europa spiazzata e la politica di potenza cinese

Fubini analizza il cambio nei rapporti di forza globali, sottolineando come la Cina stia scaricando sull’Unione Europea parte del surplus industriale che non riesce più a vendere negli Stati Uniti a causa dei dazi di Trump. Questo avviene con un approccio di politica di potenza e coercizione economica verso l’Europa, simile nella sostanza a quello di Trump, ma meno retorico.

La differenza cinese: ingegneri al vertice

Fubini evidenzia l’osservazione dell’analista Dan Wang di Stanford sulla composizione del leadership cinese: a differenza dei leader occidentali (per lo più avvocati o provenienti da studi sociali), molti membri del comitato permanente del partito cinese sono ingegneri (Xi Jinping incluso, con studi in ingegneria chimica). Questa differenza si riflette negli atti legislativi precisi e tecnici usati da Pechino.

La “Pistola Carica” della “Notice 61”

L’evento cruciale è la risposta cinese (la “Notice 61” dell’8 ottobre) alla stretta USA sui semiconduttori (29 settembre). Invece di una ritorsione mirata solo agli USA, Pechino ha introdotto un meccanismo che le conferisce un diritto di veto globale sulle tecnologie strategiche:

  • La “Notice 61” richiede una licenza per riesportare qualsiasi prodotto contenente almeno lo 0,1% (in valore) di sette elementi pesanti di terre rare di origine cinese (Samario, Gadolinio, etc.).
  • Poiché la Cina controlla oltre il 70% dell’estrazione globale di terre rare e il 90% della produzione di magneti, questo le permette di controllare la catena produttiva di auto elettriche, turbine eoliche, sistemi di difesa e, crucialmente, semiconduttori per l’AI.
  • La mossa coinvolge pienamente l’Unione Europea, il Giappone e la Corea del Sud. Anche se Xi potrebbe sospenderne l’applicazione dopo i colloqui con gli USA, la “Notice 61” non verrà cancellata: la minaccia resta.

Esempi di coercizione economica

  1. Terre rare: l’Europa è criticata per non aver imparato dal ricatto cinese contro il Giappone 15 anni fa e per non aver agito per spezzare questa dipendenza, un errore simile a quello fatto con il gas russo.
  2. Nexperia: la reazione di Pechino al commissariamento dell’azienda olandese di microchip Nexperia (controllata da un’azienda cinese) da parte del governo olandese (probabilmente sotto pressione USA) è stata il blocco immediato delle forniture dei chip Nexperia verso le aziende europee (in Germania e Italia), causando rallentamenti produttivi.

Il Motivo della Pressione sull’Europa

La ragione di questa pressione è economica:

  • L’export cinese verso gli USA è crollato del 17% a causa dei dazi.
  • Per compensare, la Cina sta aumentando l’export sottocosto verso l’UE (+8,2% in un anno).
  • Con Bruxelles che reagisce con dazi antidumping (su auto e acciaio), il messaggio di Xi è chiaro: può forzare l’Europa ad aprire il proprio mercato se l’UE oppone resistenza.

L’editoriale si conclude con l’amara constatazione che l’Europa vive in un “tempo di ferro”, dominato dalla logica di Tucidide (“i forti esigono tutto ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono”), e si interroga su quanti leader europei stiano davvero comprendendo la situazione e preparandosi ad adattarsi.

30 ottobre 2025