Viviana Mazza pubblica sul Corriere della Sera un articolo riguardante il recente scontro tra il Pentagono e i principali media tradizionali americani, che ha portato all’allontanamento di questi ultimi.
Ecco una sintesi dei punti chiave:
- L’esodo dei media tradizionali: il 15 ottobre, i principali media tradizionali americani (tra cui CNN, Fox News, NBC, ABC, NPR, Associated Press, Washington Post, New York Times) hanno ritirato i loro reporter fissi dal Pentagono in segno di protesta. Hanno rifiutato di firmare le nuove e più restrittive linee guida imposte dal Dipartimento della Guerra, guidato da Pete Hegseth.
- Largo a blogger e influencer: il Pentagono ha replicato che saranno i media a rimetterci e ha annunciato una “nuova generazione” di circa 60 reporter che si uniranno ai 26 già presenti. Questi nuovi arrivati provengono soprattutto dai cosiddetti “new media,” che includono numerosi blog, podcaster e influencer di estrema destra e pro-Trump (come The Gateway Pundit, Human Events di Jack Posobiec, Tim Pool/Timcast, Frontlines di Turning Point USA, Lindelltv di Mike Lindell e National Pulse).
- Le nuove linee guida-bavaglio: le nuove regole, volte a prevenire i “leak” (fughe di notizie), impongono ai giornalisti di:
- Indossare sempre i badge.
- Essere scortati dal personale in certe aree del Pentagono (a differenza della precedente libertà di movimento).
- Si avverte che i giornalisti che “attivamente incoraggiano i funzionari governativi a infrangere la legge… diffondendo informazioni confidenziali” potrebbero essere considerati un “rischio alla sicurezza” e che le fonti potrebbero subire “conseguenze.”
- Ai funzionari è ora richiesto di ottenere l’approvazione per parlare di contenuti non classificati non solo alla stampa, ma anche al Congresso.
- Il contesto politico: il presidente Trump ha appoggiato il capo del Pentagono, definendo la stampa “molto disonesta.” L’articolo sottolinea come dinamiche simili di apertura ai media pro-Trump (come OAN, Daily Signal e influencer) e di tensione con i media tradizionali si stiano verificando anche alla Casa Bianca. 24 ottobre 2025





