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A bocca chiusa

Mattia Feltri, sulla sua rubrica quotidiana, su La Stampa, ha paragonato l’attuale impossibilità di discutere serenamente della questione Gaza (che sta distruggendo i rapporti sociali) con ciò che accadeva in passato con Silvio Berlusconi.

  1. Paragone Gaza-Berlusconi: oggi, come un tempo con Berlusconi, ci si autoimpone di non parlare dell’argomento a tavola per evitare liti e la rovina delle cene. Entrambi gli argomenti toccano corde profonde e spesso irrazionali.
  2. L’impossibilità di evitare l’argomento: sebbene si cercasse di parlare d’altro (libri, film, vacanze), la conversazione inevitabilmente tornava sul “campo di battaglia” di Berlusconi.
  3. Le conseguenze delle liti: le discussioni su Berlusconi erano così accese e polarizzate (chi lo vedeva come mafioso e chi la magistratura come golpista) da portare alla rottura di rapporti di lavoro, amicizie ventennali e fidanzamenti.
  4. La conclusione amara: Feltri conclude citando una notizia (riportata solo su Il Foglio) secondo cui la Cassazione avrebbe stabilito, trent’anni dopo, che non esistevano legami tra la mafia, Berlusconi e Forza Italia. Questa notizia, che chiude un’era di furiosi scontri morali, è stata accolta nel disinteresse generale, cosa che l’autore definisce una vergogna per tutta l’energia e il rigore morale spesi in liti infinite. 22 ottobre 2025