Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe salvato centinaia di milioni di vite in solo 10 mesi!
Come è possibile che l’opinione pubblica non si indigni per le tante assurdità che escono dalla bocca di Donald Trump, come quando, per fare un esempio, ha parlato degli islamici che da tremila anni combattono nel Medioriente, quanto l’Islam è nato con Maometto nel ‘600 dopo Cristo e non prima?
Questo interrogativo tocca un punto cruciale del dibattito politico contemporaneo, non solo negli Stati Uniti, ma a livello globale: come è possibile che dichiarazioni platealmente false o storicamente inaccurate non producano una reazione di massa di indignazione o un calo di consensi?
Le due assurdità citate l’affermazione di aver salvato “centinaia di milioni di vite” (probabilmente riferita alla gestione del Covid o ad altre politiche) e l’errore sulla data di nascita dell’Islam—sono esempi perfetti delle cosiddette Trumpisms (le “trumpate”).
Ecco un’analisi dei fattori che spiegano perché l’opinione pubblica, e in particolare la sua base elettorale, reagisce in modo diverso da quanto ci si aspetterebbe.
1. La sostituzione della verità con la narrazione (la Post-Verità)
Trump utilizza un linguaggio che non mira alla precisione fattuale, ma a rafforzare la sua narrazione presso i suoi sostenitori.
“Centinaia di milioni di vite salvate”: è un’iperbole evidente. Tuttavia, per la sua base, non è un dato statistico, ma una conferma emotiva che lui è un leader forte che ha combattuto per loro contro una minaccia (il virus, o i “nemici interni”) e ha ottenuto risultati straordinari. L’indignazione per l’esagerazione è annullata dalla gratitudine per la percezione di successo.
L’errore storico sull’Islam: l’errore sull’Islam e i 3.000 anni di combattimenti (l’Islam è sorto nel VII secolo d.C.) è un errore storico innegabile. Per il suo pubblico, però, questo dettaglio non è rilevante. L’obiettivo retorico di Trump non è fare una lezione di storia, ma dipingere i “nemici” (spesso associati all’Islam radicale) come una minaccia antica, persistente e irrazionale. L’imprecisione viene ignorata in favore del messaggio emotivo: “Il problema è grave e dura da sempre.”
2. L’effetto “Stanchezza da indignazione” (Outrage Fatigue)
Quando un leader politico produce una quantità elevata e costante di dichiarazioni scioccanti, l’opinione pubblica, nel tempo, tende ad assuefarsi.
Desensibilizzazione: la ripetizione di dichiarazioni controverse o false porta a una sorta di desensibilizzazione. Ciò che una volta avrebbe causato uno scandalo (come l’errore storico o un’iperbole estrema) diventa la normalità. Le reazioni dei media e degli oppositori perdono impatto, perché non sono più eventi isolati.
Convalida per la base: ogni attacco da parte dei media o degli oppositori contro una “stupidaggine” di Trump viene interpretato dalla sua base come una conferma che i media e l’establishment stanno attaccando il loro leader. Questo rafforza la loro lealtà, anziché indebolirla.
3. Polarizzazione e identità di gruppo
La politica moderna è sempre più definita dall’identità di gruppo:
Identità vs. fatti: per i sostenitori, votare per Trump è un atto di identità che definisce chi sono e a cosa si oppongono (l’élite, la stampa, il politically correct). In questo contesto, i fatti diventano secondari rispetto all’appartenenza. Se il leader del “tuo” gruppo dice qualcosa di sbagliato, la priorità non è correggerlo, ma difenderlo dall’attacco del “gruppo avversario”.
Linguaggio di protesta: il linguaggio non convenzionale, scioccante e a volte grezzo di Trump è visto da molti come una forma di protesta autentica contro il linguaggio misurato e a volte ipocrita della classe politica tradizionale. La sua irriverenza è la sua forza, non la sua debolezza.
4. Il fenomeno della “Bolle” mediatiche
I suoi elettori tendono a consumare media che non mettono in discussione le sue dichiarazioni, ma le giustificano o le ignorano, concentrandosi invece sugli errori degli avversari. In queste “bolle informative”, le assurdità che lei nota non raggiungono il livello di indignazione necessario per alterare il consenso.
In sintesi, l’indignazione si annida, ma soprattutto fuori dalla sua base di sostegno. Per coloro che lo sostengono, le sue dichiarazioni, per quanto imprecise, sono percepite come un segnale di autenticità e come parte di una guerra culturale in cui la precisione storica è meno importante della lealtà.
17 ottobre 2025





