Alessandra Muglia, sulle pagine del Corriere della Sera, analizza la strategia diplomatica adottata da Donald Trump per ottenere un accordo di pace a Gaza, riconducendola alla cosiddetta “madman theory” (teoria del matto).
Punti chiave della sintesi:
- Il successo di Trump a Gaza: l’articolo osserva che Trump è riuscito a far firmare un piano di pace per Gaza ai leader di Hamas e Israele, un risultato che altri presidenti non avevano raggiunto. Un punto di svolta è stato il suo cambio di atteggiamento verso Benjamin Netanyahu, costringendolo a scusarsi con il premier di Doha.
- La “Madman Theory”: Questa strategia politica e diplomatica consiste nel far credere agli interlocutori che un leader è imprevedibile, irrazionale e disposto a tutto. L’obiettivo è intimorire l’avversario e portarlo a cedere o negoziare per paura delle conseguenze, senza bisogno di usare la forza militare.
- Origini storiche (Nixon e Machiavelli):
- Richard Nixon: fu il presidente che adottò esplicitamente la teoria durante la Guerra del Vietnam. Lui disse al suo consigliere Henry Kissinger di far credere ai nordvietnamiti che fosse “pazzo” e che avrebbero fatto meglio a trovare un accordo prima che la situazione degenerasse.
- Niccolò Machiavelli: la teoria risale in realtà a secoli prima. Ne Il Principe (1513), Machiavelli teorizzò che un sovrano può trarre vantaggio dal simulare la follia per confondere e intimidire i nemici.
- Leader contemporanei: la “teoria del matto” rimane nell’arsenale di diversi leader attuali. L’articolo cita:
- Vladimir Putin: utilizza le minacce nucleari per scoraggiare il coinvolgimento di terzi a sostegno dell’Ucraina.
- Kim Jong-un: spesso ritratto come un eccentrico imprevedibile, la sua postura aggressiva e guerresca è vista come una forma di pura deterrenza.
- 11 ottobre 2025





