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Editoriali

L’Europa attraversa e spacca le coalizioni

L’articolo analizza le dinamiche contraddittorie delle alleanze politiche italiane in relazione al loro approccio verso l’Europa, dimostrando come la questione europea sia un fattore di divisione interno alle coalizioni, sia a destra che a sinistra.

L’asse anti-europeo di Lega e M5S

Il punto centrale è la ricomparsa di un asse tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, che hanno votato insieme la sfiducia contro la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, aderendo a una mozione dell’ultradestra.

  • Contrasto apparente superato: la convergenza sorprende perché avviene subito dopo che i due partiti avevano votato su barricate opposte nel caso dell’eurodeputata di AVS, Ilaria Salis.
  • Ostilità più forte dei contrasti: secondo l’autore, l’ostilità comune verso l’Europa dei due populismi è più forte di qualunque contrasto specifico, riproponendo il tema del sostegno all’Ucraina e i sospetti di un’influenza del Cremlino.
  • Silenzio degli alleati: questo asse viene “glissato” dal Pd (per non compromettere l’unità con il M5S) e da FdI (per evitare scossoni al governo Meloni di cui la Lega è alleata), anche se l’autore le definisce un “solido asse degli estremismi” non riducibile a un semplice distinguo.

Divisioni all’interno della destra e il caso Salis

L’articolo evidenzia le tensioni nella maggioranza di governo tra la Lega anti-UE e Forza Italia, che è europeista e atlantista.

  • Il caso Salis: il caso Salis è visto come l’ultimo pretesto di scontro. Il voto sull’immunità è arrivato a un esito controverso, non solo per “tradimenti”, ma anche a causa del sistema giudiziario ungherese (difeso dai leghisti e indirettamente da FdI) considerato subalterno al potere esecutivo e incapace di garantire un giusto processo. Il Parlamento UE avrebbe tenuto conto soprattutto di questa criticità.

Le difficoltà del M5S nel “Campo Largo”

A sinistra, l’articolo tocca la questione irrisolta del Movimento 5 Stelle e del “Campo Largo” (l’alleanza con il PD).

  • Declino e condizioni: nonostante il suo declino, il M5S riesce a spuntare candidature al vertice in regioni come Calabria e Campania, ponendole come condizione per l’alleanza con il partito di Elly Schlein.
  • Contraddizioni in Toscana: l’ultima “sbavatura” è la decisione del M5S di non salire sul palco del candidato PD in Toscana, Eugenio Giani, precedentemente osteggiato da Conte come “moderato”, costringendo la stessa Schlein a subire la decisione.

Conclusione

L’articolo conclude che, sebbene Medio Oriente e l’attacco di Hamas tendano a compattare e militarizzare gli schieramenti, la questione Ucraina/Europa continua a dividere e attraversare le coalizioni politiche italiane.

9 ottobre 2025