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Esteri

Come funziona la Nato, chi paga e cosa fa l’Italia

Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina pubblicano sul Corriere della Sera un articolo sul finanziamento della Nato.

Gabanelli e Sarcina analizzano il funzionamento, i costi e il ruolo dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), fondata nel 1949 e oggi composta da 32 Paesi membri, inclusa l’Italia. La regola è che i 32 Paesi vanno in aiuto dei partner aggrediti. In Europa nelle oltre 40 basi americane i militari sono 100.000. Cosa gli Stati Uniti non dicono sulla spesa e su costi reali Sintesi: Come funziona la Nato? Chi paga e cosa fa l’Italia?

Funzionamento e struttura

  • Regola fondamentale (Articolo 5): il principio chiave è che un attacco contro un membro è considerato un attacco contro tutti, obbligando i Paesi a correre in soccorso del partner aggredito. È stata applicata una sola volta, nel 2001, per sostenere la missione USA in Afghanistan dopo l’attentato alle Torri Gemelle.
  • Forze armate: la NATO non ha un esercito proprio, ma si avvale di contingenti forniti su base volontaria dagli Stati membri. Ogni Paese mantiene il controllo delle proprie forze armate, decidendo in caso di necessità di metterle a disposizione dell’Alleanza.
  • Catena di Comando:
    • Comitato Politico (Bruxelles): composto dagli ambasciatori dei 32 Paesi, prende le decisioni operative all’unanimità.Comitato Militare: riunisce i capi di stato maggiore (guidato dall’italiano Giuseppe Cavo Dragone), ha funzione consultiva e di raccordo.
    • SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe – Mons, Belgio): lo snodo operativo più importante, dove convergono le informazioni e da cui partono le indicazioni operative. Il comandante supremo è tradizionalmente un americano.
  • Attivazione: le decisioni operative richiedono l’unanimità politica del Comitato, ma ogni Paese può scegliere se inviare o meno i propri militari a una missione specifica, evitando la paralisi decisionale.

Contributo USA e Italia

  • Presenza USA in Europa: dopo essere calata, la presenza militare USA in oltre 40 basi europee è risalita a circa 100.000 militari, con un aumento significativo nel fianco Est (Polonia, Romania, Paesi Baltici) dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 2022.
  • Ruolo dell’Italia:
    • Ospita basi aeree e navali americane (Aviano, Sigonella, ecc.) e almeno un centinaio di presidi.
    • Ha un ruolo guida in Bulgaria e contribuisce ai presidi NATO in Ungheria e Lettonia.
    • Partecipa alla sorveglianza aerea (Polonia, Romania, Lituania) e alla vigilanza navale (Mar Baltico e Mediterraneo).
  • Fronte orientale: A partire dal 2017, la NATO ha rafforzato il fianco Est istituendo otto battaglioni (4 nel 2017, 4 nel 2022) in Paesi come Polonia, Romania e Baltici.

Spese e Costi

  • Bilancio operativo della NATO: copre i costi di funzionamento (stipendi, edifici) ed è di circa 4,6 miliardi di euro per il 2025, versati proporzionalmente dagli Stati membri.
  • Spesa militare (Il grosso dei costi): la spesa militare totale stimata per il 2024 è di 1.506 miliardi di dollari, di cui 997 miliardi a carico degli USA (3,4% del PIL) e circa 509 miliardi per Europa e Canada (circa 2% del PIL).
  • Impegno di spesa: i 32 leader hanno deciso di aumentare la quota di spesa militare al 5% del PIL entro il 2035 (un impegno politico, non vincolante), con un obiettivo di circa 1.750 miliardi di dollari da spendere in armamenti. Il non detto USA sulla spesa: gli Stati Uniti includono nel loro contributo alla NATO l’intero budget militare (997 miliardi), omettendo che solo una frazione (stimata tra 40 e 150 miliardi) è effettivamente destinata alla difesa dell’Europa. Il resto copre la loro protezione nazionale e le basi USA nel mondo che non sono correlate alla NATO. L’articolo conclude che nessuno solleva obiezioni perché l’Europa non è in grado di sostituire, per costi e armamenti (incluso l’arsenale nucleare), le basi e installazioni americane.
  • 6 ottobre 2025