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Esteri

Il mago di Oz e la pace con i colori sbiaditi

Aldo Grasso pubblica un articolo sul Corriere della Sera in cui riflette sulla probabile attribuzione a Donald Trump del premio Nobel per la pace 2025. Una faccenda che sembra diventata una vera e propriaossessione per il presidente americano e che lo vedono addirittura favorito dalle agenzie di scommesse.

Punti chiave della sintesi:

  • Trump favorito al Nobel: nonostante l’annuncio ufficiale del Nobel sia vicino (10 ottobre), Trump è dato come favorito dai bookmaker con una quota di 2.50.
  • Il Piano di pace per Gaza: l’attenzione si concentra sul piano di “pace per l’eternità” presentato da Trump e Netanyahu, articolato in venti punti. In relazione a questo, Hamas ha annunciato la sua disponibilità a rilasciare tutti gli ostaggi, pur non accettando il disarmo e l’amministrazione straniera della Striscia.
  • Dubbi e scetticismo: l’autore, Aldo Grasso, esprime il forte augurio che il piano di Trump nasca da una sincera volontà di stabilizzazione e non sia solo frutto della sua retorica o della sua “ossessione per il Nobel”.
  • Parole minacciose: la frase di Trump, “Hamas accetti il piano di pace per Gaza entro domenica o sarà l’inferno”, è citata come esempio di un linguaggio che “non suona proprio come un ramoscello d’ulivo.”
  • Il Paragone con il Mago di Oz: l’articolo paragona Donald Trump al Mago di Oz, il signore della Città di Smeraldo che costringe i cittadini a indossare occhiali verdi per non scoprire che tutto è un’illusione. Questo paragone è rafforzato da episodi passati, come l’incontro con Putin (la mancata fine dell’invasione ucraina) e il vanto all’ONU di aver posto fine a “sette guerre in sette mesi” (frase giudicata retorica e paragonata a slogan pubblicitari). Conclusione: la tesi di Grasso è che la pace che Trump sta cercando di dipingere è effimera e di facciata: “La pace dipinta non tiene il colore.” 5 ottobre 2025