L’articolo di Greta Privitera sul Corriere della Sera riguarda una proposta, attribuita a Donald Trump e riportata dal Financial Times e da giornali israeliani, per la gestione di Gaza nel dopoguerra.
La proposta prevede l’istituzione di un comitato palestinese supervisionato da un consiglio internazionale, denominato Gaza International Transitional Authority (Gita).
Punti chiave della sintesi:
Ruolo di Tony Blair: l’ex premier britannico, Sir Tony Blair, sarebbe stato proposto per ricoprire la carica di presidente della Gita, lavorando da mesi dietro le quinte sulla ricostruzione di Gaza.
Caratteristiche della Gita: Avrebbe una durata prevista di 5 anni, non contempla l’allontanamento forzato dei palestinesi ed esclude Hamas dai giochi. Prevede inoltre, in futuro, un “coordinamento” con l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
Punto di frizione (ANP): Il ruolo dell’ANP è l’elemento più controverso. I Paesi arabi musulmani spingono affinché l’ANP (gli uomini di Abu Mazen) abbia una funzione centrale nel post-conflitto, mentre Benjamin Netanyahu la considera un covo di “terroristi” alla stregua di Hamas.
Dettagli operativi: l’ufficio di Blair, se l’incarico venisse accettato, sarebbe composto da un massimo di 25 persone e la sede operativa sarebbe a El Arish, in Egitto, al confine con Gaza.
Supporto: la proposta ha il sostegno di Trump, ma si attende la posizione ufficiale di Benjamin Netanyahu.
27 settembre 2025





