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Esteri

Quei giochi pericolosi voluti da Putin

L’ambasciatore Stefano Stefanini pubblica su La Stampa un articolo in cui analizza la dichiarazione dell’ambasciatore russo in Francia, Alexey Meshkov, secondo cui abbattere un aereo è un atto di guerra, e il contesto delle recenti tensioni tra Russia e NATO.

Punti chiave della sintesi:

  1. Provocazione diplomatica: l’ambasciatore Meshkov ha evitato di spiegare perché aerei militari russi (come i Mig) si trovino nei cieli stranieri (spazio aereo NATO), implicando che il sorvolo sia un “diritto sovrano” della Russia. Secondo l’autore, il primo atto di guerra è il sorvolo, l’abbattimento è la risposta legittima.
  2. Azione su istruzioni: i sorvoli russi su Paesi come Estonia o Romania non sono considerati errori, ma azioni deliberate eseguite su ordini. Allo stesso modo, la dichiarazione di Meshkov non è casuale, ma una mossa calcolata a Mosca per testare i rapporti con l’Alleanza Atlantica.
  3. Il messaggio di Mosca e il test NATO: la mossa è interpretata come parte di una “dialettica verbale” e uno “stress test” per la NATO, volto a tenere alta la tensione con l’Europa e a mettere alla prova la coesione e la capacità di reazione degli Stati Uniti, in particolare dopo gli episodi di sorvoli russi e la comparsa di droni sugli aeroporti scandinavi.
  4. Ambiguità statunitense: mentre le capitali europee e la NATO ribadiscono il principio universalmente accettato di legittima difesa (cioè il diritto di abbattere i caccia ostili), la reazione dell’ex Presidente Donald Trump, che inizialmente sostiene il diritto di abbattimento ma poi aggiunge “dipende dalle circostanze”, crea sconcerto tra i governi europei e apre una “feritoia” nella strategia di difesa della NATO.
  5. Precedenti ignorati: Meshkov ha omesso di menzionare il volo civile MH-17 (abbattuto dai ribelli del Donbass con armi russe nel 2014) e non ha fatto riferimento a precedenti come l’abbattimento di un Sukhoi Su-24M russo da parte della Turchia nel 2015, episodio che Mosca incassò senza una reazione drammatica.
  6. Conclusione: il messaggio veicolato da Mosca tramite Parigi è considerato preoccupante. L’autore conclude che il tentativo di testare la solidarietà USA e il livello di tensione con l’Europa è un gioco pericoloso che rischia di sfociare in una vera escalation se dalle provocazioni verbali si passasse a nuove intrusioni aeree.