L’articolo sostiene che l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) necessiti di una riforma strutturale per riacquistare credibilità e incisività nei conflitti globali, poiché l’istituzione è schiacciata dal collasso dell’ordine mondiale che l’ha generata e dal tramonto del multilateralismo come concepito dalle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale.
Le Ragioni della crisi e della necessità di riforma
Il testo evidenzia diversi punti chiave che motivano l’urgente bisogno di cambiamento:
1. Deficit di legittimità politica e incapacità di incidere
- Nonostante rimanga un luogo di confronto rilevante e un centro indispensabile di sviluppo sociale attraverso le sue agenzie, l’ONU appare incapace di incidere sulle crisi che esplodono nel mondo.
- Questa inefficacia ha portato molti a profetizzarne la stessa sorte della Società delle Nazioni (fallita nel prevenire la Seconda Guerra Mondiale), un precedente tutt’altro che incoraggiante.
- Il Segretario Generale António Guterres stesso ha riconosciuto il problema in un deficit di legittimità politica.
2. Struttura ancorata al passato e multilateralismo in crisi
- L’ONU è nata dalla rete di relazioni delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, un modello di cooperazione internazionale che è crollato.
- Il problema non è la morte della cooperazione internazionale in sé, ma il tramonto del modello specifico occidentale. Altre nazioni vedono ancora nel multilateralismo uno strumento indispensabile per la collaborazione, ma in forme non più modellate sull’Occidente.
- Lo strumento (l’ONU) resta però ancorato a logiche superate.
3. La composizione antica del Consiglio di Sicurezza
- Il nodo principale della crisi politica è la composizione antiquata del Consiglio di Sicurezza.
- Francia e Regno Unito detengono seggi permanenti che riflettono più la “gloria del passato” che la loro attuale influenza globale.
- Nel frattempo, potenze demografiche ed economiche chiedono un riconoscimento adeguato al loro peso e non vogliono più restare spettatrici:
- India
- Unione Europea (in sostituzione del seggio francese)
- Unione Africana
- Brasile
- Paesi arabi
4. La Soluzione non è solo finanziaria o amministrativa
- Sebbene sia in corso una profonda riforma amministrativa per “snellire le procedure” e “fare meglio con meno” (anche a causa della ridotta disponibilità finanziaria degli Stati membri), l’articolo sostiene che la risposta debba essere politica, non solo economica.
- L’obiettivo non è recuperare denaro, ma credibilità. Solo un progetto che si misuri con la realtà del mondo di oggi può evitare di diventare una mera “utopia di carta”.
La proposta di riforma chiave
Secondo l’articolo, per ridare incisività all’ONU e trasformare la crisi politica in una risposta politica efficace, è indispensabile modificare la struttura del Consiglio di Sicurezza e affrontare il tema del diritto di veto.
Solo una riforma strutturale in grado di riconoscere i nuovi equilibri di potere e di dare voce a potenze emergenti può allineare l’ONU al panorama geopolitico attuale e garantirle un futuro.
26 settembre 2025




