Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Sul riconoscimento dello Stato della Palestina

All’assemblea generale dell Nazioni Unite oltre 150 Paesi siano favorevoli al riconoscimento dello Stato della Palestina e questo dice molto sulla posizione ipocrita di Stati Uniti, Germania, Italia e altri che sono contrari. Puoi ricostruire la storia di questo riconoscimento o non-riconoscimento?

Storia del riconoscimento

Il percorso verso il riconoscimento della Palestina ha inizio il 15 novembre 1988, quando l’allora leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), Yasser Arafat, proclamò unilateralmente l’indipendenza dello Stato di Palestina ad Algeri. Negli anni successivi, numerosi Paesi, soprattutto in Medio Oriente, Asia e Africa, hanno riconosciuto la Palestina. Il sostegno è poi cresciuto costantemente, includendo Paesi dell’America Latina e dell’Europa, come la Svezia nel 2014 e più recentemente Spagna, Irlanda e Norvegia nel 2024. Il processo si è intensificato ulteriormente nel 2025, con l’annuncio del riconoscimento da parte di altri Paesi come Francia, Regno Unito, Australia e Canada.

Nel 2012, la Palestina ha ottenuto lo status di Stato non membro osservatore presso le Nazioni Unite, un passo importante che ha rafforzato la sua posizione diplomatica, pur non garantendo la piena adesione.

Posizione dei Paesi

Stati Uniti, Germania, Giappone e Italia continuano a non riconoscerlo.

Le motivazioni dei contrari

  • Stati Uniti: gli USA hanno tradizionalmente sostenuto la posizione di Israele e si sono opposti al riconoscimento unilaterale, sostenendo che un eventuale Stato palestinese debba nascere da un accordo di pace negoziato tra le due parti. Washington ha utilizzato più volte il suo potere di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per bloccare la piena adesione della Palestina.
  • Germania: la Germania ha una posizione particolarmente sensibile a causa della sua storia e del legame con Israele. Similmente agli Stati Uniti, Berlino sostiene una soluzione a due Stati raggiunta tramite un processo negoziale diretto, piuttosto che attraverso azioni unilaterali.
  • Italia: l’Italia si è spesso astenuta o ha mantenuto una posizione di cautela, pur sostenendo in linea di principio la soluzione a due Stati. L’attuale governo italiano, come i precedenti, ritiene che il riconoscimento debba avvenire solo dopo il raggiungimento di un accordo di pace e che un’azione unilaterale non sia utile al processo. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato che l’Italia è favorevole al riconoscimento, ma che prima bisogna “costruire” lo Stato, sottolineando la necessità di un governo palestinese unificato e non controllato da organizzazioni come Hamas.

Queste posizioni riflettono una profonda divisione sulla questione, dove il riconoscimento è visto da alcuni come un atto simbolico e politico necessario per la giustizia, e da altri come un’azione prematura che potrebbe minare la possibilità di una pace duratura.

23 settembre 2025