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Esteri

Cina, la superpotenza degli aiuti di stato

Oscar Giannino ha scritto per Il Foglio un articolo sugli aiuti di stato utilizzati dalla Cina, che potrebbe essere definita la superpotenza degli aiuti di stato”.


Cina, la superpotenza degli aiuti di stato: un’analisi sintetica

Giannino si concentra sull’opacità e sull’enorme entità dei sussidi pubblici che la Cina destina al suo apparato produttivo e militare. L’autore sottolinea che, a causa della mancanza di dati ufficiali affidabili, sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea si basano su stime per giustificare i dazi imposti sulle merci cinesi, come auto e acciaio.

Le cifre della spesa militare

Giannino prende come esempio la spesa per la difesa per dimostrare la difficoltà di ottenere dati certi. Sebbene il bilancio ufficiale cinese per il 2025 indichi 247 miliardi di dollari, stime di istituti come il SIPRI e di economisti statunitensi suggeriscono che la spesa reale sia molto più alta, arrivando a 318 o addirittura 471 miliardi di dollari nel 2024. Questo sforzo immane, secondo l’autore, ha permesso alla Cina di colmare il divario tecnologico e militare con gli Stati Uniti a un ritmo accelerato.

I sussidi alle imprese

Il cuore dell’articolo si basa su una ricerca del Fondo Monetario Internazionale (FMI) che, nonostante la scarsità di dati, ha cercato di quantificare i sussidi cinesi alle imprese. Gli economisti del FMI hanno analizzato i bilanci di 5.000 società cinesi quotate in Borsa, identificando quattro principali strumenti di politica industriale:

·  Sussidi in denaro: trasferimenti diretti, che privilegiano settori strategici come semiconduttori, macchinari e automotive.

·  Agevolazioni fiscali: differenze tra l’aliquota massima e quella effettiva pagata dalle aziende, con benefici maggiori per i settori “trainanti” e per i servizi professionali.

·  Sussidi al credito: tassi di interesse agevolati, con le imprese statali che godono di condizioni ancora più favorevoli.

·  Sussidi fondiari: vendita di terreni alle imprese manifatturiere a prezzi notevolmente inferiori rispetto ad altri settori, con uno sconto stimato di almeno due terzi.

L’entità degli aiuti di stato

Combinando questi quattro strumenti, la ricerca del FMI stima che i sussidi pubblici cinesi siano tra il 4% e il 5% del PIL, arrivando a superare il 5% negli anni più recenti. Questo si traduce in oltre 1.000 miliardi di dollari all’anno. A titolo di confronto, gli aiuti di stato nell’Unione Europea si attestano mediamente all’1,5% del PIL.

Giannino conclude sottolineando che queste stime sono probabilmente per difetto, a causa dei dati mancanti, e che il valore reale potrebbe essere tra il 6% e il 7% del PIL cinese. L’autore fa un paragone incisivo: è come se l’Italia, con il suo PIL, spendesse 130 miliardi di euro ogni anno in aiuti di stato, a dimostrazione della scala e della sfida che le economie occidentali devono affrontare sui mercati globali.

22 settembre 2025