In un articolo di Francesco Verderami, pubblicato sul Corriere della Sera, si sostiene che l’Europa è già coinvolta in una “guerra ibrida” con la Russia e la Cina, sebbene questo conflitto non sia percepito come una minaccia reale dall’opinione pubblica. In Italia la guerra nemmeno si sente, cioè non è percepita dall’opinione pubblica come una minaccia reale. Eppure i segni del conflitto sono numerosi.
Ecco i punti principali dell’articolo di Verderami:
- Preparazione europea: l’autore descrive come i governi e l’Unione Europea si stiano muovendo per prepararsi a un potenziale conflitto su larga scala. La Francia sta preparando i suoi ospedali per accogliere feriti di guerra, l’UE sta standardizzando le linee ferroviarie per facilitare il movimento di truppe e armamenti, e ha nominato un coordinatore per il Corridoio Bba, un’arteria logistica cruciale per il fianco orientale. Paesi come Polonia e Finlandia stanno rafforzando i loro confini con barriere fisiche e mine.
- L’allarme di Crosetto: il nostro ministro della Difesa ha incaricato le forze armate di preparare “piani logistici di contrasto” per evenienze belliche. Secondo il ministro, l’Italia è già “sotto attacco” nella guerra ibrida e non ha bisogno di essere invasa, perché russi e cinesi hanno già “numerosi elementi di sostegno” all’interno del Paese.
- Coinvolgimento italiano: l’articolo rivela che l’Italia è già operativamente coinvolta nel conflitto, con l’aeronautica schierata nei Paesi alleati e centri di geo-localizzazione che guidano i mezzi militari ucraini contro le truppe russe.
Il monito di Mattarella: L’autore conclude che le recenti parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha messo in guardia sul rischio di “scivolare in un baratro”, non erano rivolte solo alla diplomazia, ma anche ai cittadini, per renderli consapevoli della gravità della situazione internazionale.
20 settembre 2025





