Roberto Gressi pubblica sul Corriere della Sera un editoriale in cui critica aspramente il dibattito politico italiano che, dopo l’omicidio di Charlie Kirk negli USA, ha assunto una retorica di vendetta e odio. L’editoriale si scaglia contro la strumentalizzazione della violenza da entrambe le parti:
L’editoriale di Roberto Gressi invita a non confondere il clima politico attuale con gli anni bui e violenti del terrorismo (gli anni ’70 e ’80). L’autore ricorda le vittime sia del terrorismo di destra che di quello di sinistra, sottolineando come la società italiana si sia ribellata a quella barbarie, unendosi per respingerla, dimostrando un esempio di maturità civile.
Il pericolo dei toni accesi
Gressi sottolinea che, pur essendo una conquista preziosa, la pace sociale non è mai garantita. Per questo, evoca il clima di forte contrapposizione politica negli Stati Uniti, dove Donald Trump usa toni che possono minacciare la libertà di stampa e preannunciare misure liberticide. Gressi mette in guardia l’Italia dall’imitare questo pericoloso esempio.
La strumentalizzazione delle parole
L’autore critica aspramente il dibattito politico italiano che, dopo l’omicidio di Charlie Kirk negli USA, ha assunto una retorica di vendetta e odio. L’editoriale si scaglia contro la strumentalizzazione della violenza da entrambe le parti:
- A sinistra, c’è chi agita lo spettro del fascismo per ogni evenienza, sminuendo la reale portata di quella lotta storica.
- A destra, c’è chi cerca di additare a una “sinistra indistinta” i “cattivi maestri dell’odio”, legittimando così frange estremiste.
Gressi critica anche le dichiarazioni di figure politiche come Giorgia Meloni e Roberto Vannacci, ma anche quelle di intellettuali come Piergiorgio Odifreddi, che con le loro affermazioni tendono a giustificare o minimizzare alcune forme di violenza, rendendola “comprensibile” o “necessitata”.
L’appello finale
Gressi lancia un appello a fermare l’escalation verbale. A supporto della sua tesi, cita l’ex ministro Luciano Violante, che definisce il vero leader come colui che unisce e non che divide. In vista delle prossime campagne elettorali, Gressi conclude che nessun voto o seggio vale il rischio di un ritorno alla barbarie, e invita tutti i politici a usare un linguaggio che riavvicini la comunità, anziché spaccarla.
18 settembre 2025





