A un anno dalla presentazione del suo Rapporto sulla competitività europea, Mario Draghi non lascia scampo: «Il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando. E non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno. L’inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma la nostra stessa sovranità».
Draghi sottolinea che il modello di crescita dell’Europa sta svanendo e che la mancanza di un chiaro piano per finanziare gli investimenti minaccia la competitività e la sovranità del continente. L’ex premier invita l’UE a infrangere i “tabù”, agendo più come una federazione che come una confederazione, e a superare l’inerzia che definisce “autocompiacimento”.
Per affrontare la concorrenza di Stati Uniti e Cina, Draghi propone una “rivoluzione copernicana” che non richiede la modifica dei trattati, ma la creazione di “coalizioni di Stati volenterosi” attraverso meccanismi di cooperazione rafforzata. Suggerisce anche di considerare il debito comune per finanziare progetti congiunti, nonostante la resistenza di paesi come Olanda e Germania. Draghi sostiene che l’emissione congiunta permetterebbe all’Europa di finanziare progetti su larga scala in aree strategiche come la produttività, l’innovazione, la difesa e le reti energetiche, per cui la spesa nazionale frammentata non è più sufficiente. L’ex premier critica la risposta europea, divisa tra sforzi nazionali non coordinati e la cieca fiducia nel mercato, e sollecita una riforma della politica di concorrenza, la rimozione delle barriere al mercato interno e un approccio più pragmatico alla de-carbonizzazione, suggerendo una revisione del regolamento sulle emissioni auto del 2035 in un’ottica tecnologicamente neutrale.
17 settembre 2025





