La risposta della Polonia all’incursione dei droni russi
Tonia Mastrobuoni pubblica su la Repubblica un articolo in cui descrive la reazione della Polonia all’invasione dei droni russi, che ha portato a un’escalation della tensione tra Varsavia e Mosca. Dopo l’evento, le massime cariche dello Stato polacco hanno ribadito che il Paese non si lascerà intimidire dal Cremlino.
Misure di sicurezza e reazione
Per rispondere alla minaccia, la Polonia ha adottato diverse misure:
- Chiusura parziale dello spazio aereo: fino a dicembre, alcune aree orientali del Paese, confinanti con la Bielorussia e l’Ucraina, sono state parzialmente chiuse.
- Aumento delle truppe: circa 40.000 soldati sono stati schierati ai confini con Russia e Bielorussia. Questo avviene anche in risposta all’esercitazione congiunta russa e bielorussa, “Zapad 2025”, che secondo il vice-ministro della Difesa polacco, Cezary Tomczyk, è di natura offensiva.
- Richiesta di una riunione ONU: Varsavia ha chiesto un incontro straordinario del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere dell’intrusione.
Guerra ibrida e disinformazione
L’articolo sottolinea che, oltre all’incursione fisica, la Russia sta conducendo una “guerra ibrida” contro l’Europa, che include una massiccia campagna di disinformazione. Il governo polacco ha pubblicato un elenco di bufale diffuse da fonti russe e bielorusse, come quella secondo cui sarebbero stati i droni ucraini a invadere la Polonia, o che il Paese sarebbe stato completamente impotente di fronte all’attacco. Anche il premier polacco Tusk ha messo in guardia i cittadini dal diffondere la propaganda di Putin.
Solidarietà internazionale
L’Europa ha mostrato una forte solidarietà con la Polonia. Francia, Germania e Regno Unito hanno offerto il loro sostegno militare:
- La Francia invierà tre caccia Rafale.
- La Germania raddoppierà la presenza dei suoi Eurofighter.
- Il Regno Unito si è detto pronto a sostenere qualsiasi ulteriore schieramento della NATO nella regione.
- Anche la Repubblica Ceca ha offerto tre elicotteri e cento soldati.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che l’Europa “non cederà alle intimidazioni russe”. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha reagito con sarcasmo alle dichiarazioni polacche, mentre la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha invitato Varsavia a “riconsiderare” la chiusura dei confini con la Bielorussia.
12 settembre 2025





