Paolo Valentino, su Corriere della Sera, pubblica un editoriale argomentando sul discorso che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, farà sullo Stato dell’Unione. ‘’Come la letteratura russa secondo Josif Brodskij, a furia di inseguire la realtà Ursula von der Leyen l’ha raggiunta. Dove si trova oggi la presidente della Commissione europea, è tuttavia un posto affatto diverso da quello che aveva sognato. Dopo sei anni, spesi cercando di incarnare l’unione europea sulla scena globale, anche a costo di violare i limiti imposti dai trattati alle sue funzioni, von der Leyen in questa torrida estate è finalmente diventata il volto dell’unione, imponendosi al centro dello schema di gioco europeo. E a consacrarla è stato proprio Donald Trump, che prima l’ha ignorata per mesi, poi l’ha umiliata imponendole una visita quasi da vassallo nel suo golf club di Turnberry, in Scozia, e infine l’ha accolta alla Casa Bianca ribattezzandola «presidente d’Europa»’’.
Il paradosso di von der Leyen: dopo aver cercato per anni di diventare il volto dell’Europa sulla scena globale, lo è diventata, ma in un modo problematico. Anche Donald Trump l’ha consacrata “presidente d’Europa”, umiliandola in passato e poi accogliendola alla Casa Bianca.
- Critiche diffuse: In vista del suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, von der Leyen è oggetto di forti critiche da parte di quasi tutti i gruppi politici del Parlamento europeo, ad eccezione dei popolari.
- Accordo con gli Stati Uniti: la critica più forte riguarda l’accordo commerciale con gli USA, che impone dazi sui prodotti europei e li elimina su quelli americani. L’editoriale definisce l’accordo “capestro” e un simbolo di “sottomissione europea”.
- Problemi interni ed esterni: Von der Leyen deve affrontare la percezione di un’Europa debole, divisa e marginale, stretta tra l’espansionismo russo, l’offensiva commerciale cinese e il protezionismo americano.
- La multa a Google: un episodio che evidenzia le pressioni americane è il rinvio della multa da 3 miliardi di euro a Google, poi annunciata solo dopo la protesta di una commissaria e di molti eurodeputati.
- Difesa europea: un’altra sfida è la difesa comune. L’editoriale sottolinea come von der Leyen abbia promesso progressi, ma anche come gli Stati membri, in particolare la Germania e il suo ministro della Difesa, abbiano ridimensionato le sue proposte, ricordando che l’UE non ha competenza in materia.
In sintesi, l’editoriale descrive von der Leyen come una figura che, pur essendo diventata il simbolo dell’Unione, ha finito per personificare le sue debolezze e contraddizioni, trovandosi “sotto assedio” e costretta a difendere il suo operato di fronte a numerose critiche.
10 settembre 2025





