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Esteri

Dopo Tianjin, il nuovo ordine cinese e il ruolo dell’Europa

Sergio Fabbrini pubblica su “Il Sole 24 Ore” un articolo in cui analizza il significato dell’incontro della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) a Tianjin, mettendo in discussione l’idea che esso rappresenti la nascita di un nuovo ordine globale anti-occidentale.

Non è tutto oro ciò che luccica. L’incontro che si è tenuto giorni fa a Tianjin della SCO è un buon esempio di ciò. La SCO è un’organizzazione di dieci stati membri (guidata dalla Cina, con Paesi come India e Russia), con altri quindici stati ad essa associati. Sebbene il suo retroterra sia euroasiatico, dopo l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, essa si è posta obiettivi globali. Per molti analisti, a Tianjin è emersa una nuova coalizione antioccidentale destinata ad attrarre il sud globale, per quindi diventare, per Putin, la maggioranza globale. Sarà davvero così?

Fabbrini contrappone l’attuale situazione all’ordine liberale internazionale costruito dagli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questo sistema, basato sul multilateralismo, sullo “stato di diritto” e su un’ampia rete di alleanze, era stato accettato a livello globale perché, sebbene egemonico, teneva conto degli interessi legittimi degli altri Stati e si fondava su valori condivisi di cooperazione. L’autore sostiene che l’arrivo di Donald Trump ha indebolito questo ordine, poiché il nuovo nazionalismo americano ha visto le alleanze e il multilateralismo come vincoli anziché risorse, creando un vuoto di potere.

In questo vuoto, la Cina ha cercato di rafforzare la SCO, ma Fabbrini ritiene che un’alleanza guidata da potenze nazionaliste come Cina, Russia e India sia debole e instabile. La definisce un'”alleanza in negativo”, unita dall’avversione per l’internazionalismo liberale piuttosto che dalla condivisione di valori e regole. L’autore sottolinea l’incompatibilità tra il nazionalismo, che per sua natura è particolaristico, e la costruzione di un sistema stabile di alleanze.

L’articolo conclude che il presunto nuovo ordine cinese non offre una visione alternativa sostenibile e che la logica della grande potenza, celebrata a Tianjin, è un percorso che porta alla guerra. Per preservare la pace, Fabbrini affida all’Europa il compito di promuovere un nuovo internazionalismo liberale. Se l’Europa riuscirà a farlo, la notizia della morte dell’ordine liberale, annunciata a Tianjin, si rivelerà prematura.

7 settembre 2025