In un’intervista a la Repubblica a cura di Raffaella de Santis, lo scrittore Armistead Maupin, autore della celebre serie “I racconti di San Francisco”, parla della sua vita, della sua carriera e dell’evoluzione della società.
Ci voleva un professionista dello humor come Armistead Maupin per trasformare la terza giornata del Festivaletteratura in un teatro dove per fortuna si può anche ridere di temi seri come i diritti civili. Maupin prima di salire sul palco (ieri è stato protagonista di un incontro a Palazzo San Sebastiano) sembra scalpitare per raccontare le cose alla sua maniera. L’intervista nata sull’onda del buonumore è un inno alla vita controcorrente. Maupin è un mito dello storytelling californiano grazie ai dieci libri de I racconti di San Francisco , che la casa editrice Playground sta ripubblicando con nuove traduzioni. Il primo volume, con il titolo omonimo, è uscito di recente. Maupin ha avuto un successo tale che dalle sue storie, ambientate nella mitica Barbary Lane, indirizzo fittizio al civico 28 di Frisco, sono nate due serie tv, l’ultima su Netflix.
I punti salienti dell’intervista
Il metodo di scrittura: Maupin ha rivelato di aver scritto i suoi libri con un ritmo serrato di 800 parole al giorno, una disciplina che, a 81 anni, ha perso, preferendo ora dedicarsi alla partecipazione a festival letterari.
Vita e attivismo: l’autore ha raccontato come la sua prima motivazione per scrivere fosse il desiderio di fare coming out e di mostrare al mondo la San Francisco tollerante e inclusiva degli anni Settanta, che purtroppo, a suo dire, non esiste più. Ha anche espresso il suo dispiacere per le divergenze politiche con suo fratello, che appoggia Trump.
L’umorismo come salvezza: Maupin sottolinea l’importanza dell’umorismo come “chiave per sopravvivere”, un modo per affrontare anche i momenti più difficili della vita, come la crisi dell’AIDS negli anni ’80 e ’90. Afferma di essere sempre alla ricerca della gioia, anche in mezzo a eventi terribili.
Identità queer e relazioni: si definisce una persona queer che “sa cose che gli altri non possono sapere” e considera le persone transgender superiori. Ha inoltre rievocato i suoi incontri con personaggi celebri come lo scrittore Christopher Isherwood e l’attore Rock Hudson, con cui ha avuto una breve relazione, descritta come un’amicizia con una componente sessuale (“amici di letto”)
Amore e ironia: l’intervista si conclude con il racconto del suo primo incontro con il marito, Christopher Turner. L’episodio, narrato con grande ironia da entrambi, rivela la natura spontanea e umoristica del loro legame, dimostrando come l’umorismo sia una costante nella vita e nell’opera di Maupin.
6 settembre 2025









