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Politica

I passi verso i Popolari e le scelte che attendono la premier

Antonio Polito ha pubblicato sul Corriere della Sera un interessante articolo sull’exploit di Giorgia Meloni al Meeting agostano di Rimini

Possiamo parlare allora di un’ormai compiuta democristianizzazione di «Mi-chiamo-Giorgia-sono-una-madre-sono-cristiana»? È dunque avvenuta la trasformazione della crisalide di una destra populista in una donna di governo sempre più vicina ai Popolari europei? La domanda è di un certo interesse, anche alla luce della situazione francese. Se si torna a votare a Parigi, Marine Le Pen proverà infatti a presentarsi come una Melonì, nel tentativo di rassicurare chi teme una deriva estremista nel cuore dell’Europa..


Il discorso e il “cambio di pelle”

Polito descrive il discorso di Meloni come un successo, sottolineato dalla standing ovation del pubblico. La premier è riuscita a presentare una figura “presidenziale” con posizioni che si allineano alla tradizione politica italiana: filo-americana, europeista, a favore di Israele ma anche attenta ai palestinesi, e fedele alla NATO. Questo “cambio di pelle” la allontana dalla sua immagine di leader populista per avvicinarla a un’identità più centrista, simile a quella dei Popolari europei. Questa mossa, secondo l’autore, potrebbe servire da modello per altri leader di destra in Europa, come Marine Le Pen in Francia.


Le promesse fatte a un elettorato specifico

Nel suo discorso, Meloni ha lanciato due proposte specifiche rivolte all’elettorato cattolico e popolare:

  • Il “piano casa”: un incentivo per le giovani coppie a formare una famiglia e ad avere figli. Polito si mostra scettico sull’efficacia di questa iniziativa, paragonandola ad altri tentativi passati che non hanno avuto successo.
  • La “parità scolastica”: la promessa di trovare strumenti per la libertà educativa, che l’autore interpreta come un potenziale aumento dei fondi per le famiglie per la scelta della scuola dei figli.

Le sfide economiche e le riforme

L’articolo sottolinea che, al di là di queste promesse, il discorso non ha fornito dettagli precisi sulle riforme sociali ed economiche che attendono il Paese. Polito riconosce la stabilità finanziaria raggiunta dal governo (un successo per il ministro Giorgetti), ma evidenzia la necessità di una politica economica che stimoli la crescita. L’autore menziona il ritardo dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei in termini di innovazione (ad esempio, il numero di “unicorni” o startup miliardarie) e la scarsa crescita della produzione industriale. L’articolo si conclude con un’osservazione: nonostante le metafore sui “mattoni” usate da Meloni per definire il suo conservatorismo, non è ancora chiaro come il governo intenda costruire una nuova Italia.

La sintesi del pensiero di Polito è che Meloni sta consolidando la sua posizione internazionale e sta corteggiando l’elettorato cattolico, ma il vero banco di prova sarà la legge di bilancio e le riforme concrete che il governo intenderà attuare per affrontare le sfide economiche del Paese.

28 agosto 2025