Ci sono guerre che rimangono localizzate e altre che acquisiscono un carattere generale. La guerra in Ucraina è del secondo tipo. Ed è diventata tale con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca (Trump II). È stata la combinazione del nazionalismo trumpiano con l’imperialismo putiniano a trasformare quella guerra in un evento esistenziale per l’Europa.
La svolta nella sicurezza europea
L’editoriale del prof. Sergio Fabbrini, su Il Sole 24 Ore, sostiene che la guerra in Ucraina, combinata con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, ha trasformato il conflitto da una semplice disputa territoriale in un evento cruciale per il futuro dell’Europa. A differenza di molti, l’autore sottolinea che l’obiettivo di Putin non è il Donbass, ma il diritto dell’Ucraina di decidere il proprio destino. Allo stesso modo, Trump non è un mediatore, ma un attore che, pur non potendo abbandonare del tutto l’Ucraina, è strategicamente schierato con Putin. Questa situazione rende necessario un ruolo attivo dell’Europa per risolvere la crisi.
Storicamente, l’Europa si è affidata alla NATO, e in particolare all’America, per la propria sicurezza, accettando la sua egemonia. Questo sistema a due livelli, con una sovranità nazionale formale ma inefficace e una sovranità di fatto abbandonata a favore dell’efficacia americana nella NATO, sta saltando per via del distacco degli Stati Uniti. L’Europa si trova quindi costretta a ripensare la propria difesa.
La “Coalizione dei volenterosi”
L’Unione Europea, a causa dei suoi vincoli strutturali e delle divisioni interne, non può agire autonomamente in modo efficace. Per rispondere a questa crisi, è nata una “Coalizione dei volenterosi”, un’alleanza informale e centralizzata guidata da Regno Unito e Francia. Questo gruppo include 31 Stati, tra cui 24 membri dell’UE, ed esclude chi non vuole o non può partecipare (come Ungheria e Slovacchia).
Secondo l’autore, questa coalizione è l’unica via per colmare il vuoto lasciato dalla potenziale uscita americana dalla NATO e per contrastare l’aggressività russa. L’editorialista valuta positivamente la proposta del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni di un “simil Articolo 5” per garantire la sicurezza dell’Ucraina, ma ritiene che tale proposta debba essere ancorata a un’organizzazione stabile, non a un’alleanza volontaria.
Verso un nuovo sistema di sicurezza
Fabbrini conclude che la Coalizione dei volenterosi dovrebbe trasformarsi in un attore istituzionalizzato, con meccanismi decisionali collettivi e risorse proprie. Questo nuovo sistema di sicurezza, distinto sia dall’UE che dalla NATO, dovrebbe includere il Regno Unito ed escludere quegli Stati che non contribuiscono alla difesa comune. Solo dotandosi di un proprio sistema di sicurezza, l’Europa potrà garantire la pace in Ucraina e nel continente. La guerra in Ucraina, insieme alle politiche di Trump, sta di fatto cambiando la struttura della sicurezza europea, rendendo necessario un cambiamento epocale.
24 agosto 2025





