Tonia Mastrobuoni sul quotidiano la Repubblica tratta della questione dei bambini ucraini rapiti dalla Russia, con un focus sulla vicenda della lettera scritta da Melania Trump a Vladimir Putin.
Sono 1.509 i bambini ucraini rapiti da Mosca che sono riusciti a tornare alle loro famiglie. E in questi giorni un’altra decina di figli strappati alle loro case e sequestrati in Russia stanno tornando in Ucraina. Quello dei minori costretti dai territori occupati a trasferirsi in Russia è uno scandalo internazionale che va avanti dal 2014, da quanto Putin ha annesso la Crimea, e si è aggravato con l’invasione del 2022. Sono “almeno” ventimila i minori ucraini rapiti in Russia, «e se questi bambini tornano a casa non è grazie ai russi ci tiene a sottolineare Caterina Rashevska – ma grazie alle reti di sostegno ucraine e alle pressioni internazionali, Vaticano incluso».
Punti chiave dell’articolo
- Il problema dei rapimenti: Dalla Russia sono stati riportati in Ucraina 1.509 bambini rapiti, ma la stima totale dei minori sottratti ai loro territori, un’operazione che va avanti dal 2014, è di almeno ventimila.
- Chi aiuta i bambini a tornare: Secondo l’avvocata Caterina Rashevska, i bambini non tornano grazie ai russi, ma grazie alle reti di supporto ucraine e alle pressioni internazionali, tra cui quelle del Vaticano.
- La lettera di Melania Trump: L’avvocata Rashevska apprezza il fatto che Melania Trump abbia sollevato la questione dei bambini, ma critica la sua famosa lettera a Putin. La lettera è scritta in modo generico e non usa mai la parola “ucraini” né definisce i bambini come “rapiti”. Secondo l’articolo, questo modo di scrivere è un tentativo di non irritare Putin, che non chiama mai la guerra “guerra” e considera l’Ucraina parte della Russia.
- 21 agosto 2025





