L’articolo dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, intitolato “TrumPutin”, pubblicato su La Stampa, analizza le personalità di Donald Trump e Vladimir Putin, sostenendo che le definizioni di “narcisismo” o “narcisismo maligno” non bastano a spiegare i loro atteggiamenti e comportamenti. Secondo l’autore, la loro arroganza e il loro bisogno di potere affondano le radici in traumi affettivi e relazionali subiti durante l’infanzia e l’adolescenza.
L’autore ipotizza che un amore “sbagliato” o un’idolatria eccessiva, che hanno negato la possibilità di sviluppare una sana autostima, abbiano portato i due leader a una profonda tristezza, rabbia e a un senso di vuoto. Questo vuoto viene poi compensato con il desiderio di dominare e sopraffare gli altri, e con la volontà di affermare il proprio potere a discapito della vita e dei diritti di milioni di persone.
Infine, l’articolo suggerisce che questo bisogno di riconoscimento non è solo dei due leader, ma anche dei popoli che li sostengono, in quanto anch’essi portatori di paure e fragilità. I leader “danneggiati” riescono a governare perché si rivolgono in modo “perverso” a queste ferite collettive, promettendo di eliminare le paure e ripristinare prosperità e riconoscimento.
16 agosto 2025





