Sul sito de Il Post il giornalista Isaia Inverizzi pubblica un interessante articolo dal titolo “Forse non sai di avere un bosco” che spiega le conseguenze di questo fenomeno, che rende le foreste italiane più vulnerabili e meno produttive.
Le conseguenze dell’abbandono
L’abbandono dei boschi non è solo una curiosità, ma un problema serio per l’ambiente e l’economia.
- Vulnerabilità dei boschi. I boschi italiani, gestiti per secoli con tagli periodici, non sono abituati a crescere spontaneamente e rischiano di ammalarsi o di essere distrutti da eventi climatici estremi, come alluvioni e tempeste, sempre più frequenti.
- Importazione di legname. L’Italia, pur avendo abbondanza di boschi, importa l’80% del legname di cui ha bisogno. L’abbandono forestale impedisce una gestione sostenibile e produttiva, spingendo le aziende italiane a comprare il legno all’estero, soprattutto da Austria, Francia, Svizzera e Germania.
- Problemi di gestione. Molti dei boschi italiani sono di proprietà privata, ma i proprietari non sanno come gestirli, rendendo difficile la loro manutenzione. Anche i piccoli comuni, proprietari di una buona parte dei boschi italiani, non hanno i fondi e le competenze per occuparsene.
Possibili soluzioni
L’abbandono dei boschi è un problema complesso, ma non irrisolvibile. All’estero, i boschi vengono gestiti da associazioni che riuniscono i piccoli proprietari, che si occupano di tutto. Questo modello, simile alle cantine sociali italiane, potrebbe funzionare anche per le foreste.
Un esempio di soluzione è Forest Sharing, una piattaforma sviluppata dall’Università di Firenze che mette in contatto i proprietari con i tecnici forestali, con l’obiettivo di creare aggregazioni e gestire i boschi in modo più efficiente. Grazie a questo progetto, diversi proprietari hanno saputo per la prima volta dell’esistenza del loro bosco.
In Italia, alcune associazioni hanno già iniziato a gestire i boschi con il supporto di bandi ministeriali e fondi europei, ma c’è ancora molto da fare. Secondo il professor Davide Pettenella, le piante non votano, e il problema delle foreste non gestite rischia di rimanere nell’ombra.
16 agosto 2025





