L’articolo di Anna Lombardi per la Repubblica discute le crescenti pressioni dell’Europa su Donald Trump per includere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un potenziale vertice con Vladimir Putin.
I punti principali sono:
- Vertice in Alaska: Il vicepresidente americano JD Vance ha confermato che si sta lavorando a un incontro tra Putin e Zelensky, ma ha sottolineato che questo dovrebbe avvenire solo dopo un incontro tra Putin e Trump. Vance ha anche espresso che i contribuenti americani sono stanchi di finanziare il conflitto.
- · Pressione europea: I leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e l’alto rappresentante per la politica estera dell’UE Kaja Kallas, stanno facendo pressione affinché Zelensky partecipi ai colloqui. L’obiettivo è prevenire una risoluzione che non tenga conto degli interessi ucraini e respingere qualsiasi modifica dei confini ucraini imposta con la forza.
- · Zelensky e Kiev: Il presidente ucraino teme di essere escluso dai colloqui e che venga raggiunto un accordo a suo svantaggio. Per questo motivo, si è impegnato a consolidare il sostegno dei suoi alleati europei.
- · Sanzioni: Merz avrebbe esortato Trump a usare le sanzioni economiche come leva per garantire il rispetto di un eventuale cessate il fuoco, sostenendo che Putin agisce solo sotto pressione.
- · Posizione della NATO: Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, si è mostrato fiducioso, affermando che il prossimo vertice sarà un’occasione per “mettere alla prova Putin” e che non è possibile raggiungere alcun accordo senza l’Ucraina.
- · Partecipazione di Zelensky: L’ambasciatore americano alla NATO, Matthew Whitaker, ha suggerito che la partecipazione di Zelensky è possibile, anche se la decisione finale spetta a Trump. 11 agosto 2025





