Flavia Amabile, in un suo articolo su La Stampa, descrive un “percorso a ostacoli” da Roma a Siracusa, mettendo in discussione l’effettiva utilità del Ponte sullo Stretto di Messina a fronte delle carenze infrastrutturali esistenti.
L’autrice parte dalle promesse del Ministro Matteo Salvini, secondo cui il Ponte, con una spesa di 13,5 miliardi di euro, collegherà finalmente la Sicilia via terra e permetterà il passaggio dell’Alta Velocità. Il reportage immagina un viaggio nel 2033, a lavori terminati, per capire cosa aspetterebbe i viaggiatori.
Il viaggio inizia da Roma e, sebbene il tratto fino a Salerno scorra senza intoppi, i problemi emergono subito dopo: la linea ferroviaria è discontinua e il treno accumula un ritardo di 25 minuti a Villa San Giovanni. L’articolo sottolinea che l’unica grande opera programmata, l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, è stata bloccata perché “non considerata strategica”.
Una volta arrivati in Calabria, l’autrice riporta le critiche della sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, e dell’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti. La sindaca denuncia che il paese sarà devastato dai tir dei cantieri e che le strade locali non sono adatte a sopportare quel traffico. Accorinti, invece, fa notare che l’ingresso al Ponte sarà molto distante dai centri abitati di Villa San Giovanni e Messina, rendendo i traghetti ancora una soluzione preferibile per molti.
Il viaggio prosegue in Sicilia, dove il percorso autostradale è descritto come un’esperienza difficile: autostrade a due corsie spesso ridotte a una per i cantieri, manto stradale sconnesso, guard rail arrugginiti e mancanza di segnaletica adeguata per destinazioni importanti come Agrigento (Capitale della Cultura). Anche per chi scegliesse il treno, le tempistiche sono scoraggianti: per percorrere i 250 km tra Messina e Agrigento ci vogliono dalle cinque alle sei ore, con almeno un cambio.
Accorinti solleva dubbi anche sulla fattibilità tecnica del nuovo tratto ferroviario che collegherebbe il Ponte alla rete esistente, ricordando che nella regione ci sono voluti otto anni per riparare una frana su un tratto di autostrada di soli 120 metri. L’articolo si conclude con la riflessione della sindaca Caminiti: “Siamo sicuri che non ci sia un modo migliore per investire 13 miliardi e mezzo di euro?”, a sottolineare come il denaro per il Ponte potrebbe essere impiegato per risolvere problemi più urgenti e immediati, come le carenze nel sistema sanitario locale.
10 agosto 2025





