Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Primo Piano

Le ragioni (e i torti) su Almasri

Antonio Polito, in un editoriale sul Corriere della Sera, affronta la controversa vicenda del generale libico Almasri, analizzando lo scontro tra il governo e la magistratura.


Le ragioni del governo

Polito sostiene che il governo Meloni ha ragione a sostenere che i ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano abbiano agito nell’interesse del Paese. L’autore ritiene poco credibile che abbiano rilasciato e rimpatriato Almasri per motivi personali o di corruzione. Al contrario, l’azione sarebbe stata dettata da una ragionevole preoccupazione per possibili ritorsioni anti-italiane da parte della milizia libica guidata da Almasri, come suggerito dai servizi segreti. Viene citato l’esempio di Cecilia Sala, rapita dall’Iran in risposta alla detenzione di un cittadino iraniano in Italia, per sottolineare come la decisione del governo possa essere vista come un’azione preventiva e in linea con precedenti casi di tutela degli interessi nazionali.


I torti del governo e il “moralismo”

Tuttavia, Polito afferma che il governo ha torto a definire la richiesta di processo della magistratura come un “disegno politico” contro l’esecutivo. La sua critica si concentra sulla mancanza di trasparenza iniziale del governo, che ha tentato di “attribuire la colpa del pasticcio” ad altri invece di assumersi subito la responsabilità della decisione. Secondo l’autore, questa reticenza è dovuta a un “moralismo” che ha caratterizzato la politica italiana dalla Seconda Repubblica in poi. Il governo ha temuto che la liberazione di un criminale di guerra potesse apparire “immorale” all’opinione pubblica, nonostante la ragion di Stato contenga una “superiore moralità”.


La magistratura e la politica

Polito difende il ruolo della magistratura, sostenendo che l’azione dei giudici è stata una procedura trasparente, basata sulla conoscenza di un reato e sulla “ragionevole previsione di condanna”. L’autore sottolinea che la terzietà del giudice è un principio fondamentale della Costituzione, e la magistratura deve indagare senza pregiudizi politici. Viene citato il precedente del caso Open Arms di Salvini, conclusosi con un’assoluzione, come esempio di come le indagini non equivalgano a una condanna.


La necessità di un dibattito maturo

In conclusione, Polito critica sia il centrodestra che il centrosinistra per la loro incapacità di superare il “moralismo” e affrontare la questione in modo maturo. Entrambi gli schieramenti, secondo l’autore, tendono a identificare l’azione penale con un verdetto di moralità e a giudicare i casi in base a convenienze politiche, impedendo un dibattito serio sull’importanza della ragion di Stato e sul ruolo delle istituzioni.

8 agosto 2025