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Editoriali

Nel pubblico ben pagati (ma pochi)

La sintesi dell’articolo di Sabino Cassese pubblicato sul Corriere della Sera.

Nell’articolo, Sabino Cassese critica la tendenza della pubblica amministrazione italiana ad aumentare il numero dei dipendenti invece di investire sulla loro qualità e retribuzione. L’autore parte dalla constatazione che gli italiani sono in gran parte insoddisfatti dei servizi pubblici e che la burocrazia è vista come un ostacolo.

La tesi di Cassese

Secondo Cassese, la soluzione non è assumere più persone, ma fare l’esatto opposto: assumere di meno e pagare di più. Questa idea, già sostenuta in passato da Francesco Saverio Nitti, si rende ancora più necessaria oggi a causa di tre fattori principali:

  • Denatalità: il numero di utenti dei servizi pubblici, come la scuola, sta diminuendo.
  • Digitalizzazione e intelligenza artificiale: le nuove tecnologie rendono possibile l’automazione di molte mansioni, riducendo la necessità di personale umano.
  • Miglioramento della produttività: invece di aumentare il numero di impiegati, bisognerebbe investire per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro di quelli esistenti, anche attraverso un aumento degli stipendi.

La situazione attuale

L’autore analizza le misure attuali e programmate per la pubblica amministrazione, notando una contraddizione:

  • La Corte Costituzionale ha rimosso il tetto alle retribuzioni, ma gli aumenti previsti nei rinnovi contrattuali sono modesti.
  • Ci sono iniziative per semplificare i concorsi e lo scorrimento delle graduatorie, che di fatto portano a un aumento del numero di dipendenti.
  • Il numero dei dipendenti pubblici è già in crescita (oltre 120.000 unità in più tra il 2022 e il 2023) e si prevedono ulteriori assunzioni. Il Ministero della Pubblica Amministrazione afferma la necessità di “ampliare il personale”.
  • Cassese sottolinea che questa tendenza, oltre a non risolvere i problemi di efficienza, crea “sacche di persone frustrate, insoddisfatte”, alimentando illusioni politiche di consenso. L’autore conclude ribadendo che la via da seguire è razionalizzare il lavoro e investire i soldi destinati a nuove assunzioni per aumentare gli stipendi e migliorare la capacità amministrativa complessiva. 5 agosto 2025