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Cina-Usa, motivi di un pareggio

L’articolo di Federico Rampini, sul Corriere della Sera, “CINA-USA, MOTIVI DI UN PAREGGIO”, analizza il conflitto commerciale e tecnologico tra Cina e Stati Uniti, evidenziando come la recente trattativa sui dazi si stia risolvendo in un pareggio, piuttosto che una vittoria netta per una delle due parti.

Rampini sottolinea che la vera posta in gioco non sono solo i dazi, ma il dominio sulle tecnologie strategiche, in particolare l’intelligenza artificiale (AI). La Cina, attraverso politiche industriali aggressive, investimenti massicci e persino metodi illeciti (come lo spionaggio industriale), ha rafforzato le sue filiere tecnologiche e punta all’autosufficienza, come dimostrato dalla fiera sull’AI a Shanghai e dall’introduzione dell’insegnamento dell’AI nelle scuole primarie e secondarie.

Il giornalista evidenzia come entrambe le potenze abbiano mostrato la capacità di infliggere danni significativi all’altra, portando a una sorta di “tregua armata”. Gli Stati Uniti possono bloccare forniture cruciali di microchip avanzati, mentre la Cina può sospendere l’esportazione di terre rare e minerali essenziali. Questo equilibrio di potere ha spinto entrambi a ritirare le minacce più estreme, stabilendo un pareggio temporaneo.

Tuttavia, questa tregua non è una pace duratura. Sia la Cina che gli Stati Uniti stanno lavorando per ridurre la loro dipendenza reciproca: la Cina cerca l’autarchia nei semiconduttori, mentre gli Stati Uniti cercano fonti alternative di terre rare.

L’articolo critica l’approccio dell’Europa a questa guerra geo-economica, definendolo un misto di paura e illusione di poter “scrivere le regole”, senza un’adeguata strategia industriale per trattenere i propri talenti. Rampini conclude che, sebbene la Cina stia presentando il pareggio come una vittoria interna, il suo “manuale” di politica industriale, pur efficace, è stato copiato e si inserisce in un contesto geopolitico in cui la Cina è una rivale strategica e militare degli Stati Uniti, a differenza degli alleati occidentali che dipendono dalla difesa americana.

31 luglio 2025