L’articolo di Goffredo Buccini sul Corriere della Sera analizza la complessa situazione nel centrosinistra italiano, focalizzandosi sul timore del Partito Democratico (PD) verso le mosse di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, in vista delle prossime elezioni regionali e della sua ambizione di leadership.
Il punto cruciale è l’indagine che coinvolge Matteo Ricci, candidato del PD nelle Marche. Nonostante il PD minimizzi la gravità dell’accusa (affidamenti diretti quando era sindaco di Pesaro), Conte si mostra cauto, usando l’indagine come leva politica.
Il panico nel PD deriva dalla consapevolezza che Conte potrebbe sfruttare la vicenda Ricci per due obiettivi principali:
- Indebolire Elly Schlein: Dichiarare Ricci “incandidabile” metterebbe la segretaria del PD in difficoltà, compromettendo le sue aspettative di vittoria in diverse regioni (Marche, Toscana, Puglia, Campania) e riducendo il suo peso politico nella coalizione. Se il PD perdesse le Marche a causa del veto di Conte, un 3 a 2 nelle regionali sarebbe molto diverso da un 4 a 1, rendendo più difficile per la Schlein rivendicare la leadership.
- Rafforzare la propria posizione: Conte, supportato anche da editoriali di Marco Travaglio che mettono in discussione la condotta di Ricci, vede un’occasione irripetibile per riaffermarsi come figura centrale del centrosinistra e, in prospettiva, come possibile candidato premier. L’articolo dipinge Conte come un politico cinico e spregiudicato, capace di adattarsi a diverse alleanze pur di perseguire la sua ambizione.
Il timore del PD è che Conte possa addirittura accettare una sconfitta in Campania, pur di mettere in crisi la segreteria di Elly Schlein, mostrando una strategia politica “feroce ma con una sua devastante logica”. Nonostante questa tensione, il PD è consapevole di non poter fare a meno di Conte per costruire una coalizione vincente, e per questo, figure come Goffredo Bettini vengono chiamate a mediare con il leader del Movimento 5 Stelle.
27 luglio 2025





