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L’editoriale di Francesco Giavazzi analizza i successi economici del governo attuale, come l’aumento dell’occupazione e la riduzione dello spread, riconoscendone il valore. Tuttavia, l’autore invita a guardare oltre, concentrandosi sulle sfide future, in particolare quella posta dalla Cina, che va ben oltre le preoccupazioni sui dazi.
Giavazzi evidenzia i dati del professor David Autor del MIT, che mostrano la significativa leadership della Cina nella ricerca scientifica e tecnologica in settori cruciali per la crescita. La Cina supera gli Stati Uniti e l’Europa in campi come gli acceleratori di calcolo, magneti e superconduttori, strumenti ottici per le comunicazioni, processori del linguaggio e computer ad alte prestazioni.
L’autore si interroga sulla sostenibilità dell’Italia in questo scenario, dato l’esodo di 33.000 ricercatori italiani all’estero tra il 2008 e il 2025. Per coloro che rimangono, i salari d’ingresso suggeriscono che spesso accettano lavori a bassa produttività. Giavazzi paragona questa situazione a quella degli Emirati Arabi Uniti, dove gran parte dei giovani emigra, lasciando il lavoro a immigrati con salari bassi.
Infine, l’editoriale critica lo spreco di denaro pubblico che alimenta rendite, citando l’esempio del prolungamento gratuito di 20 anni delle concessioni delle reti di distribuzione elettrica. Questa decisione, motivata erroneamente dalla mancanza di reciprocità nelle gare d’appalto, non solo ha favorito le aziende di distribuzione, ma ha anche trasferito il costo della perdita di entrate statali sulle bollette dei cittadini. L’autore conclude esortando l’Italia a riflettere su queste sfide globali anziché compiacersi del proprio “piccolo mondo antico”.
21 luglio 2025





