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Trump non pagherà caro

Articolo realizzato con Ai

Abbiamo fatto una sintesi dell’articolo di Alan Friedman intitolato “Ma Trump non pagherà caro” pubblicato su La Stampa.

L’articolo tratta dello scandalo Epstein che coinvolge Donald Trump, il quale si è infuriato con Rupert Murdoch per non aver censurato una notizia al riguardo pubblicata dal “Wall Street Journal”. Questa notizia ha rivelato una lettera oscena indirizzata a Epstein con la firma di Trump e un disegno a mano libera di una donna nuda.

La reazione di Trump è stata estrema, licenziando la procuratrice di Miami Maurene Comey (figlia dell’ex direttore dell’FBI James Comey) che aveva indagato su Ghislaine Maxwell ed Epstein. L’articolo approfondisce la figura di Ghislaine Maxwell, figlia del controverso barone della stampa Robert Maxwell, condannata per traffico sessuale di minorenni e attualmente detenuta.

Ghislaine Maxwell ha presentato ricorso alla Corte Suprema e sostiene di possedere un elenco di ospiti VIP di Epstein coinvolti negli abusi, elenco che il governo americano detiene ma che Pam Bondi, fedelissima di Trump, si rifiuta di divulgare. Trump stesso ha più volte cambiato versione sull’esistenza di tale lista, prima negandola e poi attribuendola a Hillary Clinton e Barack Obama.

L’articolo sottolinea come metà dell’America dia per scontato il coinvolgimento di Trump nella lista o in filmati compromettenti, mentre l’altra metà è incerta. La tempesta mediatica ha spinto Trump a promettere la divulgazione di alcuni documenti dell’Epstein File, come le testimonianze segrete del Grand Jury, ma l’autore ritiene improbabile che ciò accada, interpretandolo come una tattica per prendere tempo.

La base politica di Trump, in particolare il movimento Q-Anon che si batte contro pedofili e trafficanti, è furibonda e figure di spicco come Steve Bannon e Tucker Carlson si sono rivoltate contro di lui.

Nonostante la fase prolungata di scandali e indagini che si prospetta per la presidenza Trump, l’articolo conclude che le conseguenze politiche dirette non saranno gravi. Si prevede che i democratici riconquisteranno la maggioranza della Camera nelle elezioni di metà mandato del 2026, il che potrebbe portare a un impeachment, ma il Senato dovrebbe rimanere repubblicano, rendendo improbabile la caduta della presidenza Trump. Lo scandalo non dovrebbe influenzare le sorti dell’Ucraina né la guerra commerciale di Trump, né tantomeno la sua stretta autoritaria sulla libertà di stampa.

L’articolo menziona anche la cancellazione del “The Late Show with Stephen Colbert” da parte di Paramount, la casa madre di CBS Television, attribuendola a una “decisione finanziaria” ma suggerendo che il vero motivo sia stata l’irritazione di Trump per le critiche di Colbert, in particolare riguardo a un pagamento di 16 milioni di dollari da Paramount a Trump per chiudere una causa per diffamazione.

19 luglio 2025