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Ecco una sintesi dell’editoriale del Prof. Angelo Panebianco apparso oggi sul Corriere della Sera:
L’articolo analizza la politica estera di Donald Trump, definendola un tentativo di smantellare il sistema di alleanze su cui si è basata la leadership internazionale degli Stati Uniti dopo il 1945. Trump, pur essendo l’egemone, si è convertito al revisionismo, trattando le antiche aree di influenza (come Europa, Giappone e Corea del Sud) non più come risorse preziose, ma come ostacoli alla libertà d’azione americana.
Vengono evidenziati diversi punti chiave:
- Revisionismo dell’egemone: Gli Stati Uniti, sotto Trump, agiscono come una potenza revisionista, smantellando le proprie alleanze anziché difendere lo status quo.
- Guerra dei dazi: L’imposizione di dazi a Giappone e Corea del Sud, pilastri dell’alleanza asiatica, è particolarmente significativa, soprattutto considerando la Cina come “rivale sistemico”. Questo atteggiamento, secondo l’autore, indebolisce l’America nella contesa con la Cina.
- Coerenza di Trump: Nonostante le apparenze, Trump è coerente con le promesse fatte ai suoi sostenitori, mirando a rendere l’America di nuovo “grande” agendo in autonomia e contando solo sulle proprie risorse interne. Il suo procedere “a zig zag” è dovuto a pressioni e vincoli interni e internazionali, ma la direzione è chiara.
- Asimmetria con Russia e Cina: Il revisionismo trumpiano incontra un limite nel rapporto con Russia e Cina. Mentre gli USA indeboliscono le proprie alleanze, Russia e Cina espandono le loro aree di influenza. L’esempio dell’Ucraina mostra le indecisioni di Trump di fronte a figure come Putin che puntano sulla ricostituzione di un impero. Questa asimmetria potrebbe ripresentarsi con la questione di Taiwan.
- “Estate indiana” americana: L’autore suggerisce che, nel breve periodo, la scommessa di Trump potrebbe avere successo grazie alla vitalità dell’economia americana, portando a una “estate indiana” (o “estate di San Martino”) prima di un possibile declino definitivo. Lo slogan “Make America Great Again” verrebbe così esibito come simbolo di successo.
- Ruolo dell’Europa: Di fronte a questo scenario, l’Europa ha il compito di dimostrare di non essere “finita”. Nonostante i forti vincoli e le divisioni interne, gli europei finora non si sono comportati male. La sopravvivenza dipenderà dalla volontà e dall’istinto di conservazione delle opinioni pubbliche europee. La storia è imprevedibile, il che potrebbe essere un vantaggio per gli europei.
- 16 luglio 2025





