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Editoriali

Von der Leyen, fiducia ma tra nuovi equilibri

Articolo pubblicato con Ai

Ecco una sintesi dell’editoriale del Prof. Sergio Fabbrini, pubblicato domenica su Il Sole 24 Ore:

L’articolo analizza il recente voto di fiducia alla Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen, evidenziando che, nonostante il prevedibile esito di non censura, il dibattito ha rivelato significative trasformazioni all’interno dell’Unione Europea.

Le tre principali trasformazioni sono:

  • Consolidamento della destra nazionalista: La mozione di censura ha mostrato una crescente coesione tra i partiti della destra nazionalista anti-europea (PfE e ESN), che hanno formato un blocco parlamentare destinato a rafforzarsi. Fratelli d’Italia, pur aderendo ai Conservatori europei (ECR), non ha votato contro la Commissione per convergenza su alcuni dossier, ma la sua ambiguità (il non-voto) è vista come un problema per l’Italia.
  • Spostamento del Partito Popolare Europeo (PPE): Il PPE, partito di maggioranza, sta cercando di avvicinarsi alle posizioni della destra nazionalista, inseguendone i temi anti-ambientalisti e anti-scientifici. Questa strategia, definita “anti-merkelliana”, è impopolare tra i cristiano-democratici del nord Europa e indebolisce il centro europeista, poiché gli elettori tendono a preferire l’originale alla copia.
  • Degenerazione intergovernativa della Commissione Europea: La Commissione di vonder Leyen sta diventando sempre più uno strumento al servizio dei governi nazionali, rinunciando alle proprie prerogative statutarie. Questo è evidente, ad esempio, nella negoziazione sui dazi con l’amministrazione Trump, dove la Commissione ha permesso ai governi nazionali di esprimere posizioni divergenti prima di stabilire una propria posizione unitaria. Questa frammentazione la rende un attore negoziale secondario, indebolendo l’UE nel suo complesso.
  • In sintesi, il voto ha evidenziato processi trasformativi che stanno indebolendo l’UE in un momento in cui sarebbe necessaria maggiore coesione, lasciando l’Italia in una posizione di incertezza. 15 luglio 2025