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Esteri

Von der Leyen, fiducia ma tra nuovi equilibri

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Nell’articolo “Von der Leyen, fiducia ma tra nuovi equilibri” pubblicato su Il Sole 24 Ore il 13 luglio 2025, Sergio Fabbrini analizza le trasformazioni in atto all’interno dell’Unione Europea. Il voto del Parlamento europeo sulla Commissione von der Leyen ha evidenziato tre principali cambiamenti:

  • La coalizione della destra nazionalista: la destra nazionalista si sta coalizzando in tre aggregazioni di partiti (ERC, PfE e ESN), con i Patrioti del PfE e i nazionalisti dell’ESN che si considerano ideologicamente alternativi alla maggioranza europeista. Tuttavia, Fratelli d’Italia (FdI) ha deciso di non votare contro la Commissione, nonostante le sue radici nell’antieuropeismo, a causa della convergenza su molti dossier con la Commissione e la presenza di Raffaele Fitto come vicepresidente.
  • La strategia del Partito Popolare Europeo (PPE): il leader del PPE, Manfred Weber, sta spostando il partito verso le posizioni della destra nazionalista, cercando di sottrarre elettori a quest’ultima. Tuttavia, questa strategia potrebbe indebolire il centro europeista e non è popolare tra i cristiano-democratici del nord Europa.
  • La degenerazione intergovernativa della Commissione europea: la Commissione europea sta diventando sempre più uno strumento a disposizione dei governi nazionali, rinunciando alle sue prerogative statutarie per assecondare le preferenze dei governi nazionali. Ciò ha fatto il gioco di Trump, che non riconosce l’UE come tale, e ha limitato la capacità della Commissione di articolare un interesse europeo distinto dagli interessi nazionali.

In sintesi, Fabbrini sostiene che questi processi trasformativi stanno indebolendo l’UE proprio quando avrebbe bisogno di essere più forte. L’Italia si trova in una posizione difficile, con FdI che dovrebbe chiarire la sua posizione sull’Europa.

13 luglio 2025