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È ancora la Milano da bere?

Articolo realizzato con Ai

“Contro Milano” è un libro di Gianni Barbacetto, giornalista d’inchiesta noto per il suo lavoro su corruzione e politica.

Barbacetto smonta la narrazione retorica su Milano come “capitale morale” o modello virtuoso d’Italia. Svela ciò che secondo lui si nasconde dietro il mito di una città moderna e dinamica: speculazioni edilizie, connivenze tra poteri economici e politici, una gestione opaca della cosa pubblica, e un’élite che si autorappresenta come efficiente e pulita, ma spesso distante dalla realtà sociale e dai problemi dei cittadini.

Il tono è critico, documentato, provocatorio. È un atto d’accusa contro il “Sistema Milano”, che secondo l’autore ha tradito molte delle promesse di trasparenza, partecipazione e innovazione.

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La situazione della Whirlpool, azienda coinvolta in una crisi industriale, è attualmente critica. Molti operai sono in cassa integrazione e attendono sviluppi riguardo al futuro dell’azienda. Al momento, non ci sono informazioni specifiche su una risoluzione definitiva della crisi.

Per quanto riguarda le crisi industriali in Italia dall’insediamento del governo Meloni (ottobre 2022), i dati indicano un aumento significativo:

– Numero di lavoratori coinvolti: nel 2024, oltre 118.000 lavoratori sono stati coinvolti in crisi industriali, quasi il doppio rispetto all’inizio dell’anno.

– Produzione industriale: la produzione industriale ha registrato un calo continuo per 26 mesi consecutivi, con una diminuzione del 2,5% nel 2023 e del 3,5% nel 2024 [2] .

Attualmente, non sono disponibili dati ufficiali sul numero esatto di crisi industriali risolte dal governo Meloni. Tuttavia, le informazioni disponibili suggeriscono che molte crisi rimangono aperte e che le politiche industriali adottate finora non hanno portato a una significativa inversione di tendenza. Le crisi industriali nel nostro Paese sono innumerevoli e nessun governo è riuscito a risolverne una, se non mettendo mano al portafogli pubblico per offrire delle opportunità a qualche avvoltoio che viene dall’estero (per tutti il caso di Arcelor Mittal, il colosso franco-indiano dell’acciaio che ha ulteriormente aggravato la crisi dello stabilimento Ilva di Taranto), per non saper affrontare i problemi di un settore nevralgico per il sistema economico del Belpaese. Con il risultato, francamente deludente, di aggravare il già mostruoso indebitamento pubblico che si avvia, entro l’anno, a sfondare il tetto dei 3.100 miliardi di euro!

Auguri, governo Meloni! Auguri, Italia!

13 luglio 2025