di Felice Garelli
Presentata a concorso dal Cav. Prof. Felice Garelli, premiata con Medaglia d’oro dal Congresso Enologico tenutosi nel settembre 1868 in Mondovì a cura del Comizio Agrario.
EPIGRAFE – Il buon vino lo fanno, prima la terra e il sole, e la qualità dei vitigni; poi la buona coltura e la diligente vendemmia; e finalmente la regolare vinificazione, diretta allo scopo di non sciupare con arte assurda il prodotto della natura.
C. RIDOLFI
P r o e m i o
I
La scienza del vino ha progredito, ma l’arte della vinificazione è rimasta poco men che stazionaria
Quarant’anni fa un riputato enologo lamentando il cieco empirismo che a quei tempi regolava l’arte della fabbricazione del vino, rimproverava alla scienza di aver fatto a pro di quest’arte assai meno che non per le altre, mentre avrebbe potuto agevolmente aiutarla di più.
Un tale rimprovero sarebbe adesso fuor di proposito; perocché la enologia è in pochi anni divenuta una parte importantissima della chimica tecnologica, alla quale i dotti non sdegnarono le loro speculazioni.
A risolvere scientificamente il problema della vinificazione si cominciò ad esaminare accuratamente la composizione e la natura del succo che si spreme dall’uva, si indagarono poscia le fasi diverse per le quali il mosto trapassa per trasformarsi in vino; si studiarono le varie cause moderatrici o comunque influenti su questa trasformazione e si ricercarono le condizioni meglio acconce per trarre dalle uve un liquido, il quale per salubrità, per buon gusto, per inalterabilità e resistenza al trasporto tenesse giustamente il primato fra le bevande fermentate.
Stabilita così la teoria della fermentazione, da molti scrittori si diede opera di divulgarne i principi e a derivarne dei metodi razionali di vinificazione subordinati alle differenze delle regioni e dei climi, alla varietà delle uve ed alla qualità dei vini che volevansi ottenere.
Guardiamo ai fatti nostri
I nuovi precetti per la fabbricazione del vino furono posti ad esperimento e riconosciuti vantaggiosi. Ciò malgrado non ebbero finora quella generalità di applicazione, da cui naturalmente dovea dipendere la loro pratica utilità.
In una parola la scienza enologica progredì rapidamente; ma ai progressi della medesima non risposero le migliorie dell’arte. Oggi ancora dai più si seguono le antiche usanze, e l’empirismo continua a trionfare della scienza. Sicché non più a questa, ma all’arte converrebbe ora il rimprovero di volersi rimanere scompagnata dalla scienza.
23 giugno 2025
1. Continua





