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Esteri

Il Kashmir brucia

Articolo realizzato con Ai

L’India ha immediatamente accusato il Pakistan di essere dietro il massacro, sostenendo che Islamabad fornisce supporto logistico e finanziario a gruppi terroristici attivi in Kashmir. Questa accusa è stata fermamente negata dal Pakistan, che ha condannato l’attacco e ha chiesto un’indagine neutrale e trasparente per accertare i fatti. Il governo pakistano ha sottolineato la mancanza di prove concrete che colleghino direttamente il Pakistan all’attentato e ha suggerito che le accuse indiane fossero pretestuose. Nonostante la smentita pakistana, l’India ha promesso una dura risposta all’attacco, alimentando ulteriormente le tensioni bilaterali che già da tempo covavano sotto la superficie.  

La Risposta Indiana: Operazione Sindoor

In seguito all’attacco di Pahalgam e alle accuse contro il Pakistan, l’India ha lanciato una serie di attacchi militari mirati il 7 maggio 2025, in un’operazione denominata “Sindoor”. L’operazione ha coinvolto sia attacchi missilistici che aerei contro diverse località all’interno del Pakistan e del Kashmir amministrato dal Pakistan. L’India ha dichiarato che gli obiettivi erano infrastrutture utilizzate da gruppi terroristici come Jaish-e-Mohammed (JeM) e Lashkar-e-Taiba (LeT), responsabili di numerosi attacchi contro l’India in passato. Il ministro della Difesa indiano ha affermato che almeno 100 terroristi sono stati uccisi negli attacchi, anche se questa cifra non ha potuto essere verificata in modo indipendente.  

Il Pakistan ha contestato la versione indiana degli eventi, sostenendo che gli attacchi hanno colpito aree civili, tra cui anche moschee, causando la morte di numerosi civili pakistani. Le fonti pakistane hanno riportato un bilancio di almeno 31 civili uccisi a seguito degli attacchi indiani. I resoconti sul numero di vittime da entrambe le parti sono stati contrastanti e difficili da verificare a causa delle restrizioni di accesso alle aree colpite. L’India avrebbe utilizzato aerei da combattimento Rafale armati con missili SCALP nell’operazione. Il governo indiano ha descritto la sua risposta come “misurata e non escalation”, volta a prevenire ulteriori attacchi terroristici imminenti. Tuttavia, il Pakistan ha condannato con veemenza gli attacchi, definendoli un “atto di guerra” e una “grave provocazione” che ha violato la sua sovranità territoriale. Il nome “Sindoor” dell’operazione, che in hindi si riferisce alla polvere vermiglia indossata dalle donne indù sposate, è stato interpretato come un messaggio simbolico, forse in riferimento alle vedove degli uomini uccisi nell’attacco di Pahalgam.  

14 maggio 2025

3. Continua