L'Italia lavori per ridurre la dipendenza digitale dalla Cina

Necessaria l'indipendenza digitale dalla Cina

La dipendenza digitale dei Paesi europei dalla Cina oggi è certamente maggiore che in altri Paesi come il Canada e gli Stati Uniti. Non era cosi all’inizio del millennio quando le università e le Big Tech della California attraevano numerosi giovani talenti dalla Cina e consistenti finanziamenti dal Dragone. Il commento di Marco Mayer sul sito Formiche.

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Il governo giallo-fucsia non affronta i grandi problemi

Il leggendario punto di equilibrio – così è definito da Pd-M5s-LeU – in equilibrio non è affatto, anzi, sta pencolando sospeso sul vuoto del suo futuro in un clima sempre più ostile e l’impressione è che si guardi già oltre. Che non ci sia più solo il suo nome in campo lo dice esplicitamente il capogruppo Pd Andrea Marcucci, in dissonanza dalla linea ufficiale pro-Conte, ed è un modo elegante per alludere al fatto che si è pronti a cambiare spartito. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Il Conte ter fatica a decollare, grande confusione nel Palazzo

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Il Conte 2, appena nato, subito contestato

La «cotta» politica non è passata: Di Maio sta con Renzi perché insieme hanno interesse a logorare Conte e il Pd di Zingaretti. Palazzo Chigi e Nazareno non avevano bisogno di assistere ai giochi pirotecnici di ieri per capirlo, infatti stavano già elaborando un «piano B». Il premier e il segretario del Pd non hanno intenzione di fare i cirenei nella maggioranza, di tollerare l’ansia da prestazione dei due alleati, di accettare che la logica dei sondaggi produca un bradisismo quotidiano nel governo. Se il disegno di Di Maio e Renzi — ritenuto peraltro «velleitario» — fosse quello di stressare la situazione e indebolire progressivamente l’esecutivo per arrivare a un cambio in corsa del presidente del Consiglio in primavera, allora è certo che Conte e Zingaretti giocherebbero d’anticipo. È uno schema per certi aspetti noto, se è vero che dieci giorni fa il ministro Guerini — in una riunione di partito — convenne con il leader del Pd: «Se ci provassero — disse riferendosi a Di Maio e Renzi — noi dovremmo tirarci indietro». Il commento di Francesco Verderami sul Corriere della Sera.

Conte 2 in bilico, Di Maio e IV vogliono il suo scalpo

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