La minaccia tecnologica che oggi fa più paura

Il crimine organizzato è specializzato negli attacchi informatici. Chi cerca di rubare massivamente i dati spesso non ricorre a tecniche particolarmente sofisticate e sfrutta la “furbizia” per indurre le ignare vittime a comunicare i propri dati sensibili. Più che di ingegneri informatici, quindi, parliamo di esperti in ingegneria sociale, che utilizzano le proprie capacità di persuasione per ingannare gli altri, per carpire loro informazioni con o senza l'ausilio di strumenti tecnologici. In pratica, anziché entrare direttamente negli account o nelle reti delle vittime, il truffatore utilizza la psicologia, sia contro la vittima prescelta, sia assumendone l'identità per effettuare chiamate e accessi. Così Massimo Esposti su Il Sole 24 Ore in un'intervista all'esperta Beatrice Rubini.

Cosa fare per evitare la trappole della rete

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Gli imbrogli di Big Pharma, lo Stato al contrattacco

Finalmente lo Stato cerca di ribellarsi nei confronti dello strapotere dell'industria farmaceutica che pur di realizzare immensi profitti ha posto in essere comportamenti anti-concorrenza, come dimostrano gli esposti all'antitrust. Prodotti fuori brevetto che in media costano il 30-40% in meno di quelli griffati. A gennaio il Consiglio di Stato ha bocciato il Tar Lazio e dato ragione all’Antitrust, che nel 2012 aveva stangato la multinazionale Pfizer con una multa di 10,6 milioni di euro, «per abuso di posizione dominate in relazione al mancato ingresso sul mercato di farmaci per la cura del glaucoma scaduti da brevetto, con conseguente mancato risparmio di 14 milioni per il Servizio sanitario nazionale

La Lorenzin contro i colossi farmaceutici, ovvero Davide contro Golia

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