Parkinson, vivere, nonostante tutto

Parkinson, vivere, nonostante tutto

Si legge come un giallo, ma non è  un giallo anche se c'è un colpevole con la sua "vittima". Come un diario o un'autobiografia, ma non è  né l'uno  né  l'altra. In certi capitoli può sembrare una prosa poetica, dove il ritmo e le immagini avvolgono il lettore.
Tutto questo e molto altro è il libro di Maria Cristina Carboni "Ho infilato il mio Parkinson nello zaino"...
Il colpevole è lui, familiarmente chiamato Parky, il "mangiatore di dopamina" che distrugge neuroni, che invalida , contro cui la vittima, l'autrice, combatte ogni giorno da tre anni. Eppure Cristina può concludere la sua narrazione con un 'SI! Credo di essere ancora una donna felice!"
Tutto ciò attraverso un processo doloroso, faticoso, pieno di cadute e di ripartenze, di incontri e di ricordi, ma soprattutto di relazioni umane molto intense.
È un libro da leggere tutto d'un fiato. Non c'è un finale perché la vita continua. Un libro adatto non solo per chi è  malato di Parkinson e per i familiari, con tutti i suoi preziosi consigli -come i quattro pilastri del metodo ReGen - ma per chiunque voglia anche solo affacciarsi sull'abisso della malattia.  E non solo, perché tante sono le parole-chiave per affrontare semplicemente la vita, i suoi dolori e le sue gioie, con accettazione, coraggio, ironia, intensità.

Clara Manca, 3 ottobre 2018

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