Stalingrado

Era il 12 Settembre quando il generale Zukov venne convocato, insieme al capo di stato maggiore Vasil'evskij, nell'ufficio di Stalin. Le notizie dal fronte erano tutt'altro che buone e i due malcapitati temevano di dover affrontare l'ennesima sfuriata del "capo". Entrando, Zukov vide alle pareti due quadri mai visti prima.…
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Verbo, io sono nato verbo

Sono un verbo. Proprio così, un verbo! Non lo nascondo: avrei preferito nascere con altra identità, avrei sperato in qualcosa di meno impegnativo, non so, una congiunzione per esempio ma meglio ancora un piccolo segno di interpunzione, di quelli che normalmente passano inosservati. Quello del verbo infatti è un ruolo…
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Il centravanti

La Domenica la strada che portava alla “Favorita” era sgombra di auto e la concitata atmosfera dei giorni lavorativi lasciava il posto al silenzio. Nell’ora del pranzo solo i bar e le trattorie erano vivi. Entrare per bere un caffè significava trovare un calore che era anche e soprattutto umano:…
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Come un punto sopra una "I" gigante

C'è una famiglia un po' particolare di cui vale la pena di parlare. Qualcuno la chiama la famiglia dei "the vocalist", infatti ognuno dei suoi componenti ama gorgheggiare tutto il giorno aerei suoni. C'è una e una sola parola nella nostra lingua che contiene tutti i suoi membri: aiuole. Eppure…
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Ricordi di guerra di un bambino quasi ottuagenario

Un pomeriggio, soleggiato ma freddo d’inizio dicembre del 1944, ero andato con mio padre a prendere una gnoca (lenzuolata) di foglie secche in una scapita (capanno) appena fuori paese, per rinnovare la lettiera del maiale, che grufolava tranquillo nella sua pursì, incurante dell’igiene, della guerra e della brutta fine che…
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