Questa scuola proprio non va

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I risultati delle prove Invalsi confermano criticità e iniquità, in parte conosciute fin dalle prime rilevazioni del 2005-2006, con alcuni inediti. Le opportunità educative sono molto diverse a seconda dell’area del paese, della scuola e della classe che si frequentano, del genere e della famiglia di provenienza. In media, i divari tra Nord e Sud sono lievi all’inizio della primaria. Nel Meridione, però, già dalla seconda primaria si registra una variabilità elevata dei punteggi a livello di scuole e soprattutto di classi: sintomo di forti differenze, legate a docenti e dirigenti, che possono condannare gli studenti nelle classi peggiori a ritardi scolastici permanenti. L'interessante analisi di Andrea Gavosto e Barbara Romano su La Voce di Tito Boeri.

I test Invalsi confemano: la scuola italiana è ammalata grave

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La meritocrazia che la scuola non riconosce

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Dicono che un «watusso» di nome Kenyamuhungu, anni fa, riuscì a superare i 2,18 metri quando il record mondiale era di 2,03.L’asticella, però, non era omologata: niente primato. È sulla asticella eguale per tutti che puoi fare confronti. E proprio l’asticella, oggi, sarà protagonista a Palazzo Chigi: passerà infine, dopo scontri durissimi, l’idea d’un metro di valutazione trasparente dei nostri studenti, quindi della nostra scuola, per capire come è conciata? L'editoriale di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera.

Invalsi, salviamolo!

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