Macerie

Quando il cerchio della vita si avvicina alla sua chiusura, la vecchiaia inclina sempre più verso l'infanzia, fin quasi ad identificarsi in essa. Così il nonno, che tiene per mano il nipotino, sembra dar mano a se stesso, al bambino che era, al "fanciullino" interiore, che si fa sentire specialmente…
Leggi tutto...

La stella polare

Abbiamo superato l’86° parallelo, mai nessuno era arrivato fin qui. Le provviste sono ormai finite e non ci sono animali né volatili, su questo deserto di ghiaccio. Cosa fare? Andare avanti ancora? Sarebbe la morte di tutti. Il polo è, la morte. Le nostre vesti sono uno strato di ghiaccio…
Leggi tutto...

Bagliori nella paura

Anche il vetro appannato della finestra, con le sagome dei moscerini schiacciati, pareva accentuare quell'atmosfera intrisa di impercettibile stanchezza, di respiri lenti e rassegnati, di sbadigli neppure mascherati, un clima di abbandono, quasi come non ci si dovesse più sforzare, bastava lasciarsi andare così, alla deriva, senza più tentare resistenza.…
Leggi tutto...

Stalingrado

Era il 12 Settembre quando il generale Zukov venne convocato, insieme al capo di stato maggiore Vasil'evskij, nell'ufficio di Stalin. Le notizie dal fronte erano tutt'altro che buone e i due malcapitati temevano di dover affrontare l'ennesima sfuriata del "capo". Entrando, Zukov vide alle pareti due quadri mai visti prima.…
Leggi tutto...

Verbo, io sono nato verbo

Sono un verbo. Proprio così, un verbo! Non lo nascondo: avrei preferito nascere con altra identità, avrei sperato in qualcosa di meno impegnativo, non so, una congiunzione per esempio ma meglio ancora un piccolo segno di interpunzione, di quelli che normalmente passano inosservati. Quello del verbo infatti è un ruolo…
Leggi tutto...