Referendum d'autunno, Matteo ha un problema

Cinquestelle, per gridare al colpaccio. E Roma è infatti arrivata, dal Campidoglio alle periferie: Virginia Raggi si è trascinata dietro parecchi municipi, spazzando via anche quelle nuove leve locali del Pd che pure, durante l’esperienza travagliata degli ultimi tre anni, erano riuscite a conquistarsi una certa credibilità. Nulla hanno potuto i presidenti uscenti, né Giachetti, di fronte all’ondata del voto d’opinione che li accomunava alla vicenda Marino o al governo Renzi: l’impressione a caldo, infatti, è che i ballottaggi di ieri siano stati la prima occasione dopo le Europee per far sentire al presidente del Consiglio il malcontento dell’amante tradito. L'editoriale di Andrea Sarubbi sul Messaggero Veneto.

Il premier ha paura di Beppe Grillo

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Pd in affanno a Milano, Napoli, Roma e Torino

Il premier occulta e divaga perché ha capito benissimo che il vento è cambiato. Che l’effetto mediatico, prima ancora che elettorale, di una giovane donna M5S a un passo dal Campidoglio già rimbalza da Parigi aNew York, dal Guardian a LaVanguardia. Quella Virginia superstar che lo mette in ombra gli scoccia da morire. Maledizione, e adesso cosa penseranno Angela e Barack? L'editoriale di Antonio Padellaro su Il Fatto Quotidiano.

Il gioco delle tre carte del premier

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