Juncker aggraverà i problemi della Ue

L’Unione andrà in rovina e sarà un guaio per tutti gli europei. Nel lungo periodo, probabilmente, è vero. La consapevolezza di ciò, in teoria, dovrebbe bastare a spingere anche i vincitori del momento, i tedeschi, a rifare qualche conto. Basterebbe da parte loro un po’ di «egoismo illuminato», un egoismo che sappia guardare al di là del breve periodo, per convincerli della necessità di non assistere passivamente alla possibile rovina della casa comune. Ma sappiamo anche che l’egoismo tout court , di breve periodo, la vince di solito sull’egoismo illuminato. Né, naturalmente, si può gettare la croce solo sui tedeschi. L'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera.

Un incapace alla guida dell'Europa

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Per battere la crisi occorrono investimenti

L'economia dell'Unione Europea soffre dannatamente. Non sono solo l'Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo o la Grecia (i Paesi del Sud Europa) ad essere in grandi difficoltà. La stessa Germania non sorride più. L'Ue è precipitata in una semi-stagnazione più una semi-deflazione che hanno provocato una semi-stazionarietà che i responsabili delle politiche economiche dell'Eurozona non possono o non vogliono o non sanno cambiare. Per una volta, trascurando le accuse tra Stati, vediamo se si può cercare (forse illusoriamente) una convergenza accettabile anche alla Germania. Politiche incomplete. È infatti difficile convincersi che la Germania, fresca anche delle celebrazioni dei 25 anni della sua riunificazione che non sono solo suo merito, non veda i rischi di un'Eurozona governata esclusivamente da semi-politiche: quella delle riforme strutturali richieste ai singoli Stati membri che però non viene coniugata con gli accordi contrattuali per lasciare margini di bilancio a chi le attua. Così il prof. Alberto Quadrio Curzio su Il Sole 24 Ore.

L'economia Ue ristagna, il Pil ha smesso di crescere

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Renzi ha perso la battaglia con la Merkel, in Ue nessun italiano

L’Italia nel prossimo quinquennio avrà un solo capo di gabinetto, il suo, Stefano Manservisi, funzionario di immensa esperienza richiamato a Bruxelles da Federica Mogherini dalla sede di Ankara che dirigeva dopo essere stato numero uno alla DG Immigrazione e Sviluppo, oltre che capo dei gabinetti di Prodi e Monti. Ottima scelta. Purtroppo l’unico dei nostri arrivato così in alto.  I tedeschi hanno piazzato cinque capi di gabinetto e dodici vice. I britannici sempre scettici avranno due capi, come gli spagnoli e i finlandesi. Anche la Francia ha un solo vertice.  Così Marco Zatterin su La Stampa.

L'Italia nell'Unione Europea conta sempre meno

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