Uomini straordinari cercasi... disperatamente

In questo primo scorcio post-pandemia già si respira un’aria molle, un che di sospeso, come se una grande incertezza avvolgesse tutti gli attori politici e sociali, in attesa di un solleone che calmi un po’ un Paese ancora sotto shock per i tremendi mesi trascorsi in casa. Non è un bel clima. Ricorda un altro momento in cui l’Italia era frastornata. Erano i primi anni Novanta. Dopo la crisi di quella che Pietro Scoppola chiamò “la Repubblica dei partiti”, squassata da Tangentopoli e dal crollo degli assetti pre-1989, l’Italia ebbe la fortuna di poter disporre di alcuni uomini eccezionali. Il comento di Mario Lavia su Linkiesta.

La crisi morde come nel 1993, allora c'era Ciampi, oggi Conte!

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Morte dei partiti e della politica

I partiti (che non ci sono più, n.d.r.). Che tornino a essere riconoscibili davanti agli elettori per una visione dell’Italia e del mondo, non per slogan o programmi magari furbi, anche urticanti e persino odiosi - talmente generici sulle questioni 'vere' da essere inutili; che si dotino di una classe dirigente seria, preparata, onesta di fatto e intellettualmente; che portino avanti una politica di bandiera (e non di bandierine su singoli temi o microtemi) nel rispetto della Bandiera che tutti ci rappresenta. Così, magari, la grande voglia di partecipazione che si coglie nelle piazze s’incanalerà di nuovo nella militanza, nell’adesione ideale, nella partecipazione massiccia e convinta al voto, nelle sane dinamiche di una democrazia parlamentare. L'opinione di Danilo Paolini su Avvenire.

La scomparsa della politica e dei partiti

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Arresti a Milano, nuova Tangentopoli in arrivo

Le avvisaglie c'erano tutte perché all'improvviso il tappo dell'Expo saltasse: un’impresa aveva vinto un signor appalto con un ribasso enorme da 90 a 58 milioni. L’anno successivo già batteva cassa per averne 88! Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera fa un'analisi delle nostre difficoltà a gestire le grandi opere pubbliche. E' dal 2008 che l'Italia sapeva di dover organizzare a Milano l'Expo 2015. Si era anche al corrente delle probabili infiltrazioni della malavita. Si è perso tempo e i risultati sono gli arresti eccellenti di oggi.Tutto secondo copione.

Expo 2015, ovvero le grandi opere, un tormento per l'Italia

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