Il dramma del Pd, ha assimilato il linguaggio del M5S

(Il Pd a guida Nicola Zingaretti in un vicolo cieco, ndr) È una sindrome di Stoccolma spiegabile con il terrore che senza i Cinquestelle si perderanno le regionali in 4 regioni su 6 e si smarrirà del tutto lo stesso governo Conte, ultima ciambella di salvataggio prima di un temibile naufragio sulla costa del Papeete, dove ad agosto tornerà un Salvini in modalità elettorale, che poi è l’unica che gli si attaglia. Ma forse la questione è più seria ancora. E riguarda l’assimilazione di un linguaggio, di un canone interpretativo della realtà, di una tecnica di manipolazione del consenso che dalla bocca di un anziano comico ha sparso le goccioline della malapolitica infettando l’organismo del Partito democratico, come un Covid populista che non si può, o non si vuole, debellare e che per questo torna di continuo. Il commento di Mario Lavia su LInkiesta.

Quel pasticciaccio di Palazzo Chigi

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Sindrome di Stoccolma

  • Pubblicato in Esteri

Cari fratelli svedesi che, unici al mondo o quasi, vi ostinate a tenere tutto aperto. Sì, proprio voi che agli italiani di Svezia, autoreclusi in casa, avete replicato con degnazione: «Noi non siamo come voi, non ci accadrà nulla». Vi garantisco che il virus è un tipo banale. Non fa differenza tra biondi e bruni e si comporta ovunque in modo noioso e prevedibile. Esattamente come gli uomini. Da Macron a Trump, cominciano sempre schernendo le paure degli altri e dicendo che a loro invece non accadrà nulla. Poi… Calma, si tratta di un’influenza che colpisce i più anziani, l’importante è lavarsene – pardon– lavarsi le mani... Un metro di distanza l’uno dall’altro, grazie… Tre metri, meglio… Lavorare da casa, se si può, ma rimane tutto aperto, la vita non si ferma! …

Massimo Gramellini – Corriere della Sera – 27 marzo 2020

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