Caos ferragostano a Palazzo Chigi

Matteo Salvini voleva andare a votare. Voleva capitalizzare il consenso al suo massimo. Voleva mangiarsi tutto il centrodestra. Voleva avere la maggioranza assoluta del Parlamento. Voleva diventare Presidente del Consiglio di un governo monocolore leghista. Voleva eleggere da solo un Presidente della Repubblica morbido e accondiscendente. Voleva cambiare l’Italia in senso autoritario e illiberale, sul modello dell’Ungheria di Viktor Orban. Voleva blindare il proprio potere per decenni. Voleva tutto questo, Matteo Salvini, e probabilmente l’avrebbe ottenuto se Cinque Stelle e Pd avessero accondisceso alle sue richieste e deciso fosse giusto ridare la parola agli elettori, a causa di una crisi aperta al buio, in pieno agosto, senza alcuna motivazione se non quella di fare il pieno di voti. Il commento di Francesco Cancellato su Linkiesta.

 Salvini sta sbagliando tutto, come leader ha perso la testa

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L'assalto a Palazzo Koch del duo Di Maio-Salvini

Non è la prima volta che un governo fa resistenza sulle nomine della Banca d’Italia. Silvio Berlusconi fece aspettare alcuni mesi l’allora governatore Antonio Fazio sulla promozione di Vincenzo Desario a direttore generale. L’indipendenza di Palazzo Koch (i membri del governo non partecipano mai all’assemblea per rispettarne il ruolo) è stata mal sopportata e digerita in varie fasi della Prima e della Seconda Repubblica. Il commento di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera.

La democrazia indebolita, un problema non solo italiano

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Il governo giallo-verde di fronte alla recessione

Per la seconda volta in un decennio l’Italia oltrepassa le colonne d’Ercole della recessione tecnica, e magari ha ragione il premier Giuseppe Conte – “Il 2019 sarà un anno bellissimo” – ma l’esperienza ci dice che la decrescita non è mai solo un fatto economico: segna spartiacque politici, concretizza un prima e un dopo nei governi e della vita quotidiana delle Nazioni. Nel 2010 la crisi dei debiti sovrani, uno tsunami assai più potente dell’attuale, ma che cominciò esattamente allo stesso modo – determinò la caduta di Silvio Berlusconi. Nel 2018 due trimestri di calo del Pil, peraltro non consecutivi, furono lo scenario della defenestrazione di Enrico Letta e dell’avvento di Matteo Renzi. E ora? Le considerazioni di Flavia Perina sul sito linkiesta.

L'economia, il problema n 1 di Palazzo Chigi

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